dic
29
2013

Batteri nei latti artificiali in polvere: amici o nemici?

I produttori di latti artificiali in polvere sostengono che i batteri che aggiungono ai loro prodotti favoriscono la crescita e la digestione, e proteggono dalle infezioni. Si tratta dei probiotici, batteri buoni che migliorano la salute. Il pesante marketing delle ditte che aggiungono probiotici ai loro prodotti dà loro un vantaggio commerciale.

Quello che le ditte non dicono è che i latti artificiali in polvere non sono sterili e posso contenere batteri cattivi e pericolosi come le salmonelle o il Cronobacter/Enterobacter sakazakii. Questi batteri possono insinuarsi nel latte durante la lavorazione e possono causare gravi infezioni sistemiche che possono essere letali o causare disabilità permanenti.

Per questo, nel 2007, l’OMS ha diffuso delle linee guida per una preparazione, conservazione e gestione sicure dei latti artificiali in polvere. Le linee guida raccomandano un passo che inattiva batteri eventualmente presenti anche in confezioni sigillate. Quando la polvere è dissolta con acqua tiepida, questi batteri sopravvivono e si moltiplicano, perché amano il latte caldo. Ma essendo sensibili alle alte temperature, sono uccisi se la ricostituzione avviene con acqua prima bollita e poi portata a non meno di 70°C. Il latte così preparato è sicuro, ma dev’essere usato subito (dopo averlo portato alla temperatura corporea), mentre i resti devono essere scartati.

Molti governi hanno approvato e diffuso linee guida derivate da quelle dell’OMS, compreso questo passo essenziale. Tuttavia, un’indagine effettuata da gruppi IBFAN in molti paesi mostra come le ditte siano restie a mettere in pratica queste raccomandazioni: la maggioranza delle etichette di latti artificiali in polvere non mettono in guardia sul fatto che il prodotto non sia sterile e danno istruzioni incomplete e insicure, e in ogni caso diverse da marca a marca, confondendo i consumatori. Ciò è dovuto al fatto che anche i probiotici, che sono batteri, soccomberebbero con acqua a 70°C, rendendo nulli i miracolosi effetti suggeriti dalla pubblicità. Compresi quelli che paragonano il prodotto al latte materno, che pure contiene probiotici ma non ha bisogno di essere scaldato a 70°C per far fuori i batteri cattivi.

Ci sono prove che le ditte si oppongono attivamente alle line guida dell’OMS e dei governi per salvaguardare la loro pubblicità sui probiotici. Eppure, non esistono prove scientifiche che dimostrino che l’aggiunta di probiotici al latte artificiale sia accompagnata dai benefici promessi. Al contrario, tutte le prove scientifiche dimostrano che tali effetti benefici non esistono.

IBFAN non vuole creare allarme tra genitori e operatori, ma desidera allertarli dei rischi derivanti da informazioni di parte e non obiettive. IBFAN ricorda che in due Risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Salute, nel 2005 e nel 2008, l’OMS aveva messo in guardia dai pericoli della contaminazione batterica intrinseca dei latti artificiali in polvere. Nel 2013, IBFAN rende nota la sua preoccupazione per la mancata messa in atto, in molti paesi, delle linee guida dell’OMS ormai vecchie di sei anni.

IBFAN vuole informare genitori e operatori per ridurre i rischi. A questo scopo sta preparando una compilazione di esempi di buone pratiche da parte di governi che possano essere imitate, e allo stesso tempo denuncia l’inazione da parte delle ditte.

Articolo adattato da: Are the bacteria in powdered formulas friendly or unfriendly? di IBFAN.org

 

Per saperne di più sulla preparazione del latte artificiale:

“Se non puoi allattarlo al seno”, opuscolo che spiega in maniera chiara come preparare correttamente il latte in polvere

 

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