nov
7
2013

“Breastfeeding Briefs”: le ultime novità su sonno condiviso, ciuccio, contaminanti

Novità tra le pubblicazioni di IBFAN: abbiamo tradotto in italiano gli ultimi tre numeri di Breastfeeding Briefs, pubblicazione di IBFAN diffusa in tutto il mondo.

Breastfeeding Briefs è uno strumento utile e completo per approfondire alcuni temi legati all’allattamento.

 

Breastfeeding Briefs n.55 Alimentazione dei bambini e residui chimici(Luglio 2013)
Questo numero di Breastfeeding Briefs tratta i più importanti residui chimici che si possono trovare nel latte materno, ma anche quelli che si trovano nel latte artificiale, negli alimenti per l’infanzia, nei biberon e nelle tettarelle. Pone inoltre l’enfasi sui potenziali danni per la salute e lo sviluppo causati dall’esposizione a residui chimici in gravidanza, un periodo in cui i tessuti e gli organi del feto si sviluppano molto rapidamente. Infine, considera il ruolo dell’allattamento nel mitigare questi effetti. Contrariamente al latte materno, quello artificiale non fornisce alcuna protezione ai bambini esposti a residuichimici in utero

Breastfeeding Briefs n.54 Il ciuccio e l’allattamento al seno (Marzo 2013)
Questo numero affronta le più comuni domande sull’uso del ciuccio: è vero che interferisce con l’allattamento e che può essere causa di otiti e malocclusione dentale? Protegge o no dalla SIDS? E’ utile nel controllo del dolore?

Breastfeeding Briefs n.53 Dormire con il proprio bambino (Settembre 2012)
I dubbi sollevati della condivisione del sonnosono numerosi. Tale pratica può provocare la SIDS ? Può prevenirla? C’è il rischio che i bambini soffochino o restino schiacciati? Le madri dormono di più o di meno? Dormire con il bambino è pericoloso se non lo si allatta? E nel caso di neonati molto piccoli o prematuri? Che cosa succede se i genitori fumano o bevono? Dormire assieme aiuta le madri ad allattare al seno?
Come condividere il letto? Come renderlo più sicuro?

 

1 Commento + Add Comment

  • Care Amiche,
    riguardo l’uso o meglio l’abuso del ciuccio (che nelle lingue del sud d’Italia significa asino!) ho una mia personalissima teoria che non mi risulta sia suffragata da studi. Partiamo da quella che è la cosiddetta rappresentazione somatotopica sensitiva e motoria nella nostra corteccia cerebrale, ebbene se la raffiguriamo otteniamo i due omuncoli, il sensitivo ed il motorio. Entrambi presentano della immagini con estremità (mani e piedi) enormi, lingua e labbra enormi ed il resto del corpo piuttosto striminzito. Anche negli animali abbiamo rappresentazioni simili con le immagini molto ingrandite di denti incisivi nei roditori e vibrisse nei felini. Non mi risulta sia raffigurato il ciuccetto nella nostra corteccia cerebrale. Cosa significa? Forse che il piccoletto che si mette le mani ed i piedi in bocca fa “sviluppare” il suo cervello? Oppure proprio perchè siamo umani vi è un “comando” cerebrale ad usare mani e piedi in modo diverso dagli altri animali? Quando uno scimpanzè comincerà a succhiarsi ed utilizzare il pollice in modo simile all’uomo sapiens saremmo all’alba di una nuova specie? Non so. Si può pensare che l’uso del ciuccetto conduca in seguito a deficit di abilità manuali (suonare strumenti musicali, svolgere lavori di precisione ecc.)? Fra qualche anno il solito pierino svolgerà lo studio e sono sicuro dirà che il ciuccetto ha il nome che merita.
    saluti
    massimo m. alosi

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