ott
12
2013

Danone accusata di corruzione in Cina

Pesante l’accusa per Danone in Cina: pagava operatori sanitari per dare latte artificiale ai neonati durante la degenza nel reparto maternità.
La ditta Danone, produttrice in Cina del latte artificiale a marchio Dumex, è stata accusata di aver corrotto personale ospedaliero nell’ospedale di Tianjin, affinchè ad ognuno dei nuovi nati venisse data formula per neonati a marchio Dumex, indipendentemente dal fatto che questi fossero o meno allattati.
 La notizia è stata data dalla TV Cinese CCTV, durante il notiziario che si può vedere qui: http://english.cntv.cn/program/china24/20130917/101243.shtml
Un ex-dipendente della Danone, addetto al settore vendite, ha dichiarato al giornalista della CCTV: “Basta pagare. Ogni anno lavoravamo con gli ospedali dando loro del denaro. Centinaia di migliaia di yuan, c’è un accordo segreto”. I soldi venivano offerti a medici, ostetriche e infermiere come sponsorizzazioni, in cambio la Dumex chiedeva che ad ogni nuovo nato venisse somministrato il proprio prodotto nel biberon, cosa che veniva fatta puntualmente senza che i genitori potessero avere voce in capitolo.
La Cina è un mercato dal potenziale enorme e molto promettente per le compagnie produttrici di formula per lattanti: degli oltre 20 milioni di bambini nati ogni anno, ben il 70% viene alimentato con il biberon. Come altrove, anche in Cina l’abbandono dell’allattamento è dovuto in parte anche alla promozione dei sostituti del latte materno. Il mercato cinese attrae le compagnie multinazionali in particolare da quando i produttori nazionali sono stati screditati dallo scandalo melamina: nel 2008, molti lotti di latte artificiale made in China erano risultati contraffatti da questa sostanza, tossica per i reni, provocando gravi conseguenze per la salute di moltissimi lattanti, e la morte per alcuni.
Offrire latte artificiale subito dopo la nascita è una delle pratiche che possono maggiormente interferire con l’allattamento, e dovrebbe essere fatto soltanto in quei rari casi in cui non è possibile attaccare il bambino al seno o offrirgli il colostro estratto dal seno materno.
Dare il biberon ad ogni bambino che nasce vuol dire di fatto promuovere l’alimentazione artificiale, a discapito dell’allattamento e della salute dei lattanti e delle loro madri.
Questo episodio dimostra chiaramente la totale assenza di scrupoli di chi produce e vende latte artificiale, le cui vendite sono in concorrenza con la diffusione dell’allattamento.
La Danone è presente nel nostro paese con i marchi Mellin e Milupa, non sappiamo se in Italia e in Europa avviene quello che accade in Cina, tuttavia la Danone ha un marketing estremamente aggressivo e viola sistematicamente il Codice, come dimostrano i nostri periodici rapporti, con pubblicità e promozione al pubblico dei suoi prodotti, mediante il contatto diretto con le madri, alimenti complementari con etichette non conformi al Codice perchè etichettati “dal 4° mese”, con claims di t po salutistico e con etichette dei latti non conformi ai requisiti richiesti dal Codice.
Per quanto riguarda gli ospedali italiani, le segnalazioni che riceviamo ci confermano che ancora oggi nella maggior parte dei punti nascita alla lettera di dimissione dal reparto si accompagna la prescrizione di latte artificiale con tanto di marca, che cambia secondo una turnazione. Questo avviene spesso indipendentemente dal fatto che la donna allatti o meno, inducendo in molte donne insicurezza rispetto alla loro capacità di allattare o all’importanza di questo gesto per la salute propria e del bambino.
E questo avviene nonostante che questa pratica sia vietata dalla legge e sia stata sanzionata più volte dall’Antitrust.
Al contempo, sappiamo che le sponsorizzazioni in Italia sono ancora una voce importante di finanziamento di molti operatori sanitari per l’organizzazione e la partecipazione ad eventi formativi e convegni.
Crediamo che le istituzioni politiche e sanitarie, ed i singoli operatori sanitari dovrebbero garantire non solo il rispetto della legge, ma anche la dichiarazione completa dei contributi per le sponsorizzazioni da parte delle compagnie produttrici di sostituti del latte materno. SOlo così i genitori potrebbero essere sicuri che nel nostro paese non possono avvenire fatti come quelli accaduti in Cina.
Approfondimenti:
Leggi la notizia sul sito di baby milk action (inglese):
In Italia ne hanno parlato:

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