giu
7
2022

Giornata mondiale della sicurezza alimentare

Firenze, 7 giugno 2022

Oggetto: giornata mondiale della sicurezza alimentare – formulagate, abbottgate

In questa giornata non possiamo fare a meno di scrivere un commento rispetto all’enorme rumore sollevato sulla mancanza di formula infantile negli Stati Uniti. La necessità di aiutare le mamme rimaste senza formula per i propri figli ha spento i riflettori sul problema principale e cioè la chiusura della fabbrica dove si produceva la formula contaminata che ha ucciso due neonati e ne ha fatto ammalare gravemente altri[1].

Questo approccio di buona parte della stampa ha distolto l’attenzione del pubblico rispetto alla deplorevole mancanza di igiene dei siti di produzione e sul fatto che nessun investimento è stato effettuato per rendere più sicuro gli stabilimenti.

Inoltre, la carenza di formula dovrebbe spingere i governi ad investire maggiormente sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento, nel rispetto del Codice Internazionale.

Alla luce dei continui richiami di formula contaminata, che hanno coinvolto tantissimi paesi, quali Canada, Stati Uniti, Unione Europea, America Latina, Caraibi, Brasile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Messico, Paraguay, Nuova Zelanda, Sud Africa, Regno Unito[2], e più recentemente, nel 2017/2018, Francia e Cile, appare necessario intervenire, obbligando le ditte produttrici di formula a scrivere, a caratteri chiari e facilmente visibili in etichetta, che le formule in polvere non sono sterili.

Per ridurre eventuali rischi di infezione dei bambini a causa di contaminazione batterica intrinseca, le istruzioni per la ricostituzione delle formule in polvere dovrebbero essere standardizzate e in linea con le raccomandazioni OMS/FAO del 2007.[3] Si ricorda che le infezioni invasive da Cronobacter, Salmonelle e altri batteri possono causare e hanno già causato tragiche morti infantili, ma anche gravi danni neurologici che portano a disabilità permanenti. Pertanto, preparando e conservando correttamente la formula si può ridurre il rischio di questi rari ma tragici eventi.

Il punto centrale della ricostituzione della formula in polvere è la temperatura dell’acqua: questa deve essere prima portata a ebollizione (anche se di bottiglia), e successivamente, quando la temperatura sarà scesa a 70°C (dopo circa 30 minuti, oppure misurandone la temperatura con apposito termometro), potrà essere miscelata con la polvere. Temperature inferiori (nelle confezioni spesso si legge “acqua tiepida”, “acqua a 40°-50°C”) non inattivano i batteri che possono essere presenti nella polvere di formula infantile. In particolare, il pericolo è dato dalla possibile presenza di Salmonella enterica e Cronobacter sakazakii. Si tratta di batteri ubiquitari, cioè che si trovano ovunque, non solo nella formula in polvere, e che nella polvere ricostituita con acqua a temperatura inferiore ai 70°C trovano l’ambiente ideale per moltiplicarsi rapidamente (la replicazione più rapida avviene proprio in un ambiente tra i 40 e i 50°C).

Occorre specificare che da una recente rilevazione del 2021, la situazione delle etichette in Italia appare peggiorata rispetto al 2014. Nessuna ditta ha quindi migliorato le istruzioni riportate sulle confezioni. Troppo spesso troviamo scritto: “Far bollire la quantità di acqua potabile necessaria per la ricostituzione del prodotto in un contenitore pulito e lasciarla intiepidire. Versare l’acqua tiepida nel biberon sterilizzato…”.

Un approfondimento è disponibile al capitolo 13 del Codice Violato 2021.[4]

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