nov
24
2020

Il latte materno fornisce gli anticorpi contro il SARS-CoV-2.

Ibfan Italia ha recentemente tradotto l’articolo pubblicato da The Scientist dal titolo “Il latte materno fornisce gli anticorpi contro il SARS-CoV-2″.

L’autrice Ashley Yaeger scrive L’abbondanza di immunoglobuline e la scarsità di RNA virale nel latte materno, confermano che le donne possono continuare ad allattare in sicurezza durante la pandemia.”

Secondo un nuovo studio condotto su 15 donne, il latte di mamma può contenere potenti anticorpi per contrastare l’infezione da SARS-CoV-2. Il report pubblicato nel numero di novembre di ISCIENCE dimostra che tutti i campioni di latte materno provenienti da donne guarite dal COVID 19, che in quel periodo stavano allattando i loro bambini, contengono anticorpi reattivi alla proteina Spike del virus.

Rintracciare gli anticorpi contro il virus nel latte materno indica che le madri possono trasmettere la loro immunità ai loro bambini. Le donne possono sentirsi serene di allattare in questa pandemia, sostiene Christina Chambers epidemiologa perinatale dell’Università di San Diego, California (Chambers non ha partecipato a questi nuovi studi, come riporta The Scientist).

Ad oggi, non ci sono prove scientifiche che una madre possa trasmettere il SARS-CoV-2 al suo bambino tramite il latte materno, conferma Chambers.

Chambers ed altri scienziati hanno testato il latte materno contro il SARS-CoV-2 e hanno ottenuto alcuni risultati positivi ma non virus vivi.

Le sue ultime ricerche indicano inoltre che anche il latte materno donato è sicuro per il consumo dei neonati, anche se ancora non sono stati riscontrati anticorpi nel latte materno conservato nelle banche del latte con cui lavora.

Gli anticorpi del latte materno possono essere utili per proteggere i piccoli lattanti da molti fattori oltre che dal coronavirus. Gli anticorpi estratti dal latte materno- al contrario dell’utilizzo attualmente diffuso di siero/plasma da pazienti guariti- possono costituire una terapia contro il COVID-19. Eppure “le persone dubitano che questo possa realmente accadere” dice la coautrice dello studio Rebecca Powell, immunologa presso la ICAHN School of Medicine al Mount Sinai di New York.

Secondo Powell, la mancanza di una più ampia comprensione dei benefici immunitari del latte materno ha causato la scarsa considerazione di questo fattore nello sviluppo di farmaci antivirali.

Rilevazione di anticorpi nel latte materno

Negli ultimi quattro anni, Powell ha studiato il latte materno dal punto di vista immunologico, analizzando come il vaccino antinfluenzale stimoli la risposta immunitaria nel latte materno. Quando il coronavirus è esploso a New York, quest’anno, spostare l’attenzione dei suoi studi sulla risposta immunitaria del latte materno al SARS-CoV-2 è stato scontato, dice. “Ci sono tante questioni non risolte in generale sull’immunologia del latte materno, ma riuscire a studiarlo con un nuovo patogeno era molto importante”.

In aprile lei e i suoi colleghi sono stati autorizzati a raccogliere campioni di latte da madri guarite dal COVID 19.

I ricercatori hanno raccolto campioni da otto donne positive al PCR test e da sette con sospetta diagnosi di positività, ma non testate. Tutte le 15 donne stavano allattando all’epoca.

Il team ha poi comparato questi campioni con altri campioni di latte materno raccolti prima che la pandemia iniziasse, valutando per primo la presenza di anticorpi da immunoglobulina A (IgA) usando il test ELISA- un test immunoassorbente legato a un enzima- e poi verificando la capacità degli anticorpi rilevati di legarsi alla proteina Spike nel SARS COV 2.

Lo studio rivela che tutti i campioni da donne guarite dal Covid-19, hanno mostrato la capacità di agganciarsi al SARS-CoV-2, mentre i campioni raccolti nel periodo pre pandemia hanno mostrato bassi livelli di attività non specifiche o di reattività incrociata. Successivamente, hanno testato la reazione degli anticorpi alla particella del recettore della proteina Spike del SARS-CoV-2, e hanno evidenziato che 12 dei 15 campioni da donatrici infette mostravano una significativa attività legante delle IgA.

Alcuni di questi campioni includevano, inoltre, altri anticorpi reattivi, quali le immunoglobuline G e immunoglobuline M. Comparati con i campioni di controllo, i livelli di IgA e le IgG erano più alti.

I risultati sono in linea con gli esiti di uno studio pubblicato in settembre nel Journal of Perinatology che ha ugualmente riscontrato alti livelli di IgA e alcune IgG e IgM che erano reattivi alle subunità S1 e S2 della proteina Spike SARS-CoV-2 nella maggioranza di campioni di latte materno raccolti durante la pandemia. 

In nessun caso il latte materno risultava positivo al SARS-CoV-2 con test PCR, suggerendo quindi che nessuna madre fosse infetta al momento della raccolta dei campioni. 

Non vi era documentazione se qualcuna delle 41 madri fosse mai stata infetta dal virus, sottolinea la coautrice dello studio Veronique Demers-Mathieu- immunologa presso i Medolac Laboratories di Boulder City, in Nevada- quindi non è chiaro se questi anticorpi fossero dovuti al SARS-CoV-2 o ad altre infezioni virali.

Il team ha raccolto le informazioni sulla salute generale delle donatrici dei campioni di latte materno e ha evidenziato che i livelli di IgG reattivi a S1 e S2 SARS-CoV-2 erano maggiori nel latte delle mamme che hanno mostrato sintomi di un’infezione virale alle vie respiratorie nell’ultimo anno, più che nel latte delle donne senza sintomi da infezione.

I livelli di IgG erano superiori nei campioni del 2020 rispetto a quelli del 2018, molto prima dell’inizio della pandemia. La reattività degli anticorpi IgA e IgM, comunque, non appare specifica al SARS-CoV-2 S1 e S2 e non differisce nei campioni del 2018 e del 2020: questo indica che tali esiti possono derivare da una cross reattività degli anticorpi generata dopo l’esposizione ad altri virus. Questo suggerisce che gli anticorpi secreti nel latte materno forniscono un’ampia immunità ai lattanti secondo Demers-Mathieu.

BENEFICI DEL LATTE MATERNO VS ANTICORPI NEL SANGUE 

Powell sottolinea che una caratteristica importante di questi anticorpi, specifici del virus o meno, è che sono anticorpi secretori. La cellula B che secerne gli anticorpi nel latte materno ha origine dal sistema immunitario mucosale nell’intestino tenue della madre. Queste cellule B viaggiano dal sangue verso la ghiandola mammaria e secernono le IgA, poi trasportate dal tessuto mammario al latte materno tramite una proteina vettrice. Queste proteine, dette componenti secretorie, lasciano pezzetti di sé negli anticorpi, avvolgendovisi e proteggendoli dall’essere degradati nella bocca del bambino e nel suo intestino.

Gli anticorpi secretori si trovano anche nella saliva e in altre secrezioni mucosali, oltre che nel latte materno” spiega Powell.”non esistono unicamente nell’apparato digestivo, ma non sono quelli che si trovano nel sangue”.

Questa differenza può dare agli anticorpi derivati dal latte materno, rispetto a quelli derivati dal sangue, un vantaggio nelle possibilità terapeutiche, spiega.

Anticorpi come le IgG estratte dal siero/plasma e trasfuse nel sangue di un malato, viaggiano in tutto l’organismo e possono anche non andare dove è necessario. Gli anticorpi secretori, invece, come le IgA del latte materno, possono essere estratte e successivamente inalate nel tratto respiratorio- proprio dove questi anticorpi sono necessari per la cura del COVID-19.

Grazie alla loro componente secretoria protettiva questi anticorpi possono resistere nella mucosa e colpire il virus, spiega Powell.

Ciò che stiamo trovando nel latte materno è unico rispetto a quanto è stato studiato nel sangue a livello di risposta anticorpale”, dice. Le ricerche indicano che gli anticorpi derivati dal sangue possono durare mesi. Gli anticorpi secretori nel latte materno possono resistere più a lungo, secondo i dati più recenti elaborati da Paul, ciò vuol dire che può esserci una finestra più lunga per raccogliere anticorpi dalle donatrici che allattano dopo essere guarite dal COVID-19.

Né lo studio di Demers-Mathieu né quello di Powell hanno testato se gli anticorpi del latte materno possono neutralizzare il SARS-CoV-2, che sarà il prossimo obiettivo di entrambi i team di ricerca. I risultati recenti ottenuti da Powell indicano che gli anticorpi del latte materno neutralizzano il virus, e la società Lactiga la sta sostenendo in una partnership per continuare a sviluppare il progetto di estrarre anticorpi dal latte materno per combattere il COVID-19.

Traduzione a cura di IBFAN Italia

link originale

 https://www.the-scientist.com/news-opinion/breastmilk-harbors-antibodies-to-sars-cov-2-68162


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