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Il Parlamento Europeo vota a favore di una riduzione dello zucchero negli alimenti industriali per bambini e contro etichette che li raccomandino dai 4 mesi di età

Il Parlamento Europeo vota a favore di una riduzione dello zucchero negli alimenti industriali per bambini e contro etichette che li raccomandino dai 4 mesi di età. 

Comunicato stampa

20 gennaio 2016

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Parlamento Europeo, Strasburgo

Il Parlamento Europeo ha votato oggi contro una proposta di Risoluzione della Commissione Europea sugli alimenti industriali per bambini che avrebbe permesso a questi cibi di contenere alti livelli di zucchero e di essere etichettati per un uso dai 4 mesi di età. La Commissione Europea dovrà ora rivedere la sua proposta di Risoluzione per allinearla con le raccomandazioni sul contenuto di zucchero dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  (OMS) e con la richiesta dell’Assemblea Mondiale della Salute di non commercializzare alimenti per bambini prima che questi abbiano compiuto i 6 mesi di età. La Commissione Europea dovrà poi riproporre al Parlamento la Risoluzione.

Commentando il voto, il parlamentare europeo britannico Keith Taylor, dei Verdi, che aveva redatto la mozione contraria alla proposta della Commissione e ne aveva chiesto la revisione, ha detto: “Il Parlamento Europeo ha oggi votato per mettere al primo posto la salute dei bambini. I rischi per la salute associati all’eccessivo consumo di zucchero sono ampiamente conosciuti…  L’introduzione di così alti livelli di zucchero negli alimenti – specialmente in quelli per babmbini – contribuisce probabilmente ad aumentare i livelli di obesità infantile e può influenzare lo sviluppo di una preferenza per i dolci.”

La rete IBFAN è soddisfatta per il voto. Era dal 2006, quando Unione Europea e Stati Uniti avevano bloccato una proposta della Tailandia alla riunione del Codex Alimentarius, che chiedevamo alla Commissione Europea di ridurre i livelli di zucchero negli alimenti industriali per bambini. Ci dispiace constatare che la Commissione non abbia prestato attenzione alle nostre richieste, contribuendo così a far aumentare i tassi di obesità infantile.

Sul problema dell’etichettatura, vale la pena ricordare che fin dal 1994 l’Assemblea Mondiale della Salute aveva chiesto che gli alimenti complementari per bambini fossero indicati dall’età di 6 mesi. Ma l’industria ha combattuto violentemente contro questa Risoluzione e ha continuato a raccomandare i suoi prodotti dai 4 mesi come “la scelta salutare” per i bambini. La finestra tra i 4 e i 6 mesi vale molti profitti per le ditte, a scapito della salute; le vendite di questi prodotti aumentano ad un tasso del 7,8% l’anno.

Obiettivo delle ditte è agganciare i bambini ai loro prodotti zuccherati in modo tale che il loro consumo diventi la norma. Se si aspetta che il bambino sia pronto per assumere alimenti diversi dal latte (preferibilmente materno), di solito attorno ai 6 mesi, questi allungherà le mani sui cibi della famiglia, che sono molto meno processati e più salutari. Il Ministero della Salute raccomanda l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi. Un’introduzione troppo precoce di altri alimenti va contro questa raccomandazione.

Oggi è un buon giorno per la salute dei bambini, e noi speriamo che questo voto abbia un impatto su tutte le famiglie del mondo.

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