feb
6
2019

Intrigo internazionale al Royal College of Paediatrics and Child Health

 “A seguito di recenti inquietudini espresse da alcuni soci, abbiamo deciso di sospendere accordi per futuri finanziamenti da parte di produttori di formula, in attesa di una revisione delle nostre relazioni con gli stessi. La sospensione riguarda fondi ricevuti da Danone e Nestlé, due ditte che avevano soddisfatto i criteri di scrutinio che il Royal College aveva istituito per accettare finanziamenti. Avevamo avuto relazioni con entrambe da più di un anno (dall’approvazione dei suddetti criteri; ndt).”1 Questo è l’incipit di un comunicato pubblicato sul sito internet del Royal College of Paediatrics and Child Health (RCPCH), l’equivalente, all’incirca, della nostra Società Italiana di Pediatria. Il comunicato prosegue accennando al motivo di questa decisione e termina con delle generiche scuse e l’impegno ad applicare controlli più rigorosi in futuro. Ma, purtroppo, non vi è alcun accenno ad una rinuncia ai finanziamenti da parte di Big Formula, come auspicato da IBFAN sulla base di una guida dell’OMS sul porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli.2

Ma cosa c’è all’origine della decisione del RCPCH di sospendere (temporaneamente?) gli accordi per finanziamenti da parte di produttori di formula? Il RCPCH, oltre alle attività nazionali, ha un intenso programma di collaborazione con associazioni pediatriche di paesi in via di sviluppo. Nell’ambito di questo programma, ha organizzato la prima conferenza internazionale di pediatria, rivolta a pediatri del Medio Oriente e del Nord Africa, dal 29 al 31 gennaio 2019 al Cairo.3 Come la stragrande maggioranza dei congressi medici, anche questa conferenza era pesantemente sponsorizzata, con Big Formula in bella vista. Baby Milk Action, il gruppo IBFAN britannico, protesta, ma il RCPCH fa spallucce e dice che le sponsorizzazioni non costituiscono violazioni del Codice Internazionale. Ma protestano anche pediatri iscritti al RCPCH, tra i quali anche il Prof. Nigel Rollins, che lavora presso il dipartimento materno infantile dell’OMS. Il RCPCH si difende affermando di avere in qualche modo il patrocinio di IBFAN, visto che tra i moderatori delle varie sessioni vi è la Prof.ssa Ghada El Sayed, coordinatrice di IBFAN per i paesi arabi (Figura 1). Ma è uno svarione: Ghada El Sayed smentisce mostrando la lettera, datata 16 gennaio 2019, in cui risponde al RCPCH rifiutando l’invito. Secondo svarione: il RCPCH corregge rapidamente il programma e la sostituisce con il Prof Trez Boshra, mantenendo l’affiliazione a IBFAN (Figura 2). Ma questi non risulta affiliato a nessun gruppo IBFAN.

Non finisce qui: Amal El Taweed, membro del direttivo dell’associazione egiziana delle consulenti professionali in allattamento, corrispondente alla nostrana AICPAM,4 oltre che coordinatrice regionale dell’Academy of Breastfeeding Medicine,5 non è nemmeno in Egitto nei giorni del congresso e dichiara di non aver mai ricevuto dal RCPCH l’invito a fare da moderatrice, visto che già l’8 dicembre 2018 aveva annunciato la sua indisponibilità a partecipare. Informata il 28 gennaio 2019 dello svarione, chiede subito al RCPCH di cancellare il suo nome dal programma, ma le rispondono che è troppo tardi (il 29 gennaio cancelleranno nome e affiliazione dal sito internet della conferenza). Altro svarione: anche la rappresentante del World Food Programme, un programma della FAO e quindi dell’ONU, afferma di non aver mai accettato di partecipare perché, alla sua richiesta di chiarimenti su partner e sponsor, il RCPCH non aveva mai risposto. Anche il suo nome e la sua affiliazione non avrebbero dovuto essere inseriti nel programma.

Questa ondata di proteste attira l’attenzione di un quotidiano inglese, The Guardian, che nei giorni del congresso esce con un articolo in cui accusa il RCPCH di non aver commesso dei semplici errori, ma di avere usato le sigle di importanti e stimate associazioni e organizzazioni per lavarsi la faccia e coprire in questo modo il fatto di aver violato il Codice Internazionale.6 Questa è stata probabilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha convinto il RCPCH a decidere di sospendere i finanziamenti di Big Formula.

IBFAN spera ovviamene che la decisione di sospendere i finanziamenti da temporanea (cioè in attesa di approfondimenti) diventi definitiva. Perché gli approfondimenti non possono che portare a due conclusioni: a) che Nestlé e Danone, così come tutti gli altri produttori di sostituti del latte materno, hanno violato, violano e continueranno a violare il Codice Internazionale, obbligati come sono a far concorrenza al latte materno per aumentare i loro profitti; b) che in ogni caso la guida dell’OMS sul porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli (vedi sopra) vieta di accettare sponsorizzazioni da Big Formula per congressi e altri eventi, perché queste sponsorizzazioni devono essere considerate violazioni del Codice Internazionale. IBFAN Italia spera infine che questa lezione serva anche alle associazioni pediatriche nostrane che, con l’eccezione dell’Associazione Culturale Pediatri, accettano sponsorizzazioni di ogni tipo senza nemmeno preoccuparsi di scrutinare i comportamenti di Big Formula, come almeno formalmente fa il RCPCH.

 

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