ott
7
2019

kit e pacchi di benvenuto e nascita – posizione IBFAN Italia ed Area Welfare e Immigrazione ANCI

E’ recentemente pervenuta ad IBFAN Italia una importantissima comunicazione da parte dell‘ Area Welfare e Immigrazione ANCI che alleghiamo a seguire.

Si tratta di una epocale presa di posizione in merito al ritorno ed al dilagare delle famigerate “valigette” ovvero  “kit e pacchi di benvenuto e nascita” pieni di oggetti sponsorizzati. Visto il divieto alla loro diffusione negli ospedali, le aziende e gli sponsor hanno ritenuto di coinvolgere le Amministrazioni locali come i Comuni o le Unioni dei Comuni nella diffusione di prodotti inutili se non  ostativi per l’allattamento materno.

Ecco quanto ci precisa ANCI:

“Gentile Presidente,

 con la presente mi preme informarLa che abbiamo provveduto ad inoltrare alla Commissione welfare e alle Anci regionali la Vostra comunicazione in merito alle iniziative relative al dono di kit e pacchi di benvenuto e nascita.

Riteniamo infatti largamente condivisibili le Vostre sollecitazioni volte alla promozione di corretti stili di vita fin dalla rimissima infanzia anche attraverso la formazione ai neo Genitori.

 Con i più cordiali saluti

 Area Welfare e Immigrazione ANCI”

IBFAN Italia aveva di fatti evidenziato con una lettera il mal costume dilagante tra le Amministrazioni di donare kit e pacchi di benvenuto e nascita all’utenza con la lettera che riportiamo a seguire.

               Gentile Presidente Decaro, Gentilissimi Amministratori,

          Approfittando della riunione della Commissione Welfare e Politiche Sociali che vi vedrà riuniti il 14 febbraio prossimo, VI informiamo che è stato presentato lo scorso 10 gennaio il progetto “Un Baby Kit di benvenuto ai nuovi nati 2019” del Comune di Genova“…un piccolo pensiero di ringraziamento da parte del Sindaco e dell’Amministrazione alle famiglie residenti e un segno di speranza di cui in questo momento la nostra città ha particolarmente bisogno per guardare con fiducia al futuro”, “ogni nuova nascita è una grande festa per l’intera comunità”, così Simonetta Saveri, responsabile dell’Agenzia per la Famiglia del comune di Genova, ha presentato il kit pensato per dare il benvenuto ai nuovi nati del 2019.1

Questa è la notizia pubblicata sul sito internet del Comune di Genova. Si tratta dell’ultimo e non isolato caso. Iniziative analoghe in altri Comuni vengono sempre più spesso segnalate ad IBFAN Italia da cittadini consapevoli ed operatori.

 A nostro parere non è un segno di speranza, né una grande festa per la comunità; lo è piuttosto per tutti gli sponsor e finanziatori del progetto (Mustela, Baby Vip Premamy, Giangiò, Happy, Helan, Illedy, Mam, Nappynat, Nuby, Typelovers) che ne approfittano per farsi una bella pubblicità a costo zero in questo come in altri casi, con liste di sponsor che variano di Comune in Comune.

 L’episodio è occasione per IBFAN Italia per fare alcune considerazioni.

 Fino a pochi anni fa, la consegna di pacchi dono avveniva direttamente in ospedale e nei punti nascita, con la consegna delle famose “valigette” alle neo-mamme. Era un modo per fare pubblicità a diversi prodotti, tra cui a volte sostituti del latte materno (cosiddetto “latte in polvere”), biberon e tettarelle, prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno OMS/UNICEF e per i quali la pubblicità è proibita.2

Questa pratica, per fortuna, sta sparendo, o per lo meno si sta riducendo molto. Questo grazie a una maggiore consapevolezza della necessità di proteggere l’allattamento e a un’estensione progressiva dell’iniziativa Insieme per l’Allattamento, sostenuta da Unicef Italia.3

 Per le ditte, perdere il canale pubblicitario quasi gratuito dei punti nascita, che permetteva di entrare in contatto con tutte le neo-mamme in un momento in cui sono molto disponibili ad accettare regali e consigli, costituisce una grave perdita.

A chi potevano rivolgersi per ottenere lo stesso risultato? Un target interessato a oggi sembrano essere i Comuni, spesso ben disposti a partecipare ad iniziative pubblicitarie che possono avere riflessi positivi anche per i Sindaci e le Giunte. Ed ecco che in tutte le Regioni d’Italia nascono iniziative simili a quella genovese. All’inizio, una decina d’anni fa, in maniera sporadica, poi con frequenza sempre maggiore fino ad avvolgere il paese in una sorta di rete pubblicitaria.

 In alcuni casi anche Federfarma fa da spalla interessata, come accaduto al Comune di Cagliari in dicembre, visto che distribuendo questi e altri prodotti nei suoi punti vendita fa in modo di fidelizzare la clientela evitando che vada ad acquistare gli stessi prodotti, a minor prezzo, nei supermercati.

 È evidente che iniziative di questo tipo nascono per fini lucrativi e commerciali (e la presenza dei responsabili commerciali che producono e/o distribuiscono questi prodotti alle conferenze stampa di lancio ce lo conferma). Ciò che non riusciamo a capire è il motivo per cui Sindaci e Amministrazioni comunali non riflettano sul fatto che la commercializzazione e l’uso di questi prodotti non migliora certo le condizioni delle famiglie, soprattutto se disagiate.

 Spesso, come nel caso di Genova, nei pacchi dono dei comuni compaiono anche biberon e succhiotti, oltre a molti altri prodotti per l’accudimento. Le aziende che si occupano di alimentazione dei bambini, in genere, ne approfittano anche per consegnare alle neo-mamme delle brochure con pubblicità proibita dal Codice Internazionale di biberon e tettarelle.

 Biberon, tettarelle e succhiotti ostacolano l’allattamento, una pratica che gli Assessori alla sanità sostengono di voler proteggere, visti i dimostrati benefici per bambini, madri, famiglie, società e servizi sanitari.4 Quanto agli altri prodotti, sono in gran parte inutili e a volte possono essere dannosi, se non per l’individuo che li usa certamente per l’ambiente. Incentivarne l’uso è irrazionale e, per le famiglie più povere costituisce un costo superfluo ed aggiuntivo ai tanti costi che già devono sostenere per allevare figli.

Se si vogliono aiutare le famiglie, soprattutto le più disagiate, Sindaci, Amministratori e politici potrebbero proporre ben altri doni:

  • opuscoli sull’allattamento indipendenti da interessi commerciali come ad esempio quello prodotto dal Ministero della Salute;5

  • opuscoli sull’importanza delle cure prossimali per lo sviluppo precoce del bambino (Nati per Leggere, Nati per la Musica);

  • libri per la lettura precoce al bambino;

  • elenchi delle associazioni di volontariato che offrono servizi per le famiglie (compresi gruppi di mamme alla pari per l’allattamento);

  • se le finanze lo permettessero (ma sappiamo che non è così in tempi di tagli ai bilanci dei Comuni) una scatola come quella offerta da decenni dal governo finlandese a tutti i nuovi nati, molto diversa da questi kit italiani.6

 A nostro parere, comunque, non è di doni che neo-mamme e nuovi nati hanno bisogno. Le famiglie hanno bisogno di interventi strutturali che facilitino la loro vita quando arrivano e mentre crescono i bambini.

 Eccone un piccolo elenco, ben consci che sindaci e amministratori ne potrebbero fare uno migliore del nostro e più adatto alle finanze e alla situazione locali:

  • Protezione della maternità che renda possibile l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi e continuato, con alimenti complementari sicuri ed appropriati, fino a 2 anni ed oltre a tutte o alla maggioranza delle mamme (di concerto con i datori di lavoro).

  • Possibilità di frequentare asili nido e scuole materne, a costi abbordabili o addirittura gratis, per tutti i bambini di famiglie che lo desiderano.

  • Un regolamento che autorizzi l’alimentazione con latte materno spremuto negli asili nido.

  • Incentivi, o riduzione delle tasse, per le famiglie con più di un figlio, oltre all’attuale sussidio per i nuovi nati.

  • Incentivi per anticipare la nascita del primo figlio (l’attuale età media del primo figlio è molto alta ed è in contrasto con le caratteristiche biologiche della nostra specie).

  • Facilitazioni per l’acquisto della prima casa e per l’uso dei trasporti pubblici.

 Vorremmo che da parte degli Amministratori e dei Comuni aderenti ad ANCI ci fosse maggiore consapevolezza critica sul significato commerciale dei progetti di promozione tipo “Un Baby Kit di benvenuto ai nuovi nati 2019” e di altre iniziative simili, e che tali iniziative dovrebbero essere sostituite da iniziative libere da interessi commerciali e volte a non indurre la domanda di oggetti superflui ed inutili oltre che dannosi. Alla fin fine sono le misure di tipo strutturale volte ad agevolare la vita dei cittadini e delle famiglie ad essere di reale sostegno ad esse.

 Restiamo in attesa di un Vostro parere sulla questione e speriamo in una Direttiva che induca i Sindaci a una maggiore attenzione nella scelta di prodotti da regalare ai nuovi nati

 Cordiali saluti

 Presidente IBFAN Italia

5 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_303_allegato.pdf

 

Related Posts

Info sull'autore:

Lascia un commento

Segnala una violazione

Cosa fare per inviarci una violazione del Codice.

Tutto su “TIGERS”

Tigers, il film del premio Oscar Danis Tanovic che denuncia le pratiche scorrette dei produttori di latte artificiale.

IBFAN, da 36 anni in tutto il mondo

Archivio delle news

Argomenti delle news