feb
28
2015

La nuova direttiva UE non tutela i genitori ma le ditte del baby food

 

 

Traduciamo qui il comunicato stampa del 24/2/15 di Baby Milk Action. L’articolo originale si trova qui.

 

Le nuove regole dell’Unione Europea (UE) inganneranno i genitori e li indurranno ad acquistare prodotti costosi e inutili che serviranno ad alimentare l’epidemia di obesità.

 

Tutti i sostenitori della Salute in Europa hanno criticato le nuove norme in materia di formule lattee e altri alimenti per bambini avanzate con forza dalla Commissione Europea (CE), che non ha concesso tempo per un’adeguata consultazione e riflessione tra gli esperti.

 

La CE sostiene che le norme proposte costituiscono un passo avanti rispetto a quelle attuali, ma non ha tenuto conto degli sviluppi del mercato globale negli ultimi 10 anni, durante i quali sono nati e sono stati commercializzati in modo aggressivo tutta una serie di nuovi prodotti. Le nuove norme sono state presentate agli Stati membri come quasi definitive nel corso di riunioni a porte chiuse. Se approvate, impediranno agli Stati membri di adottare misure efficaci per proteggere la salute e i diritti dei bambini.1

 

 

Il Dr Joao Breda dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS)2 ha partecipato ad una riunione della Commissione consultiva di esperti il 17 febbraio 2015, assieme ai delegati di IBFAN,3 del gruppo britannico BFLG (Baby Feeding Law Group)4 ed ai rappresentanti dei più importanti produttori di alimenti per l’infanzia. Patti Rundall, di Baby Milk Action/IBFAN, ha detto: “Se queste proposte vanno avanti così come sono, possono portare solo discredito all’UE, una regione che si vanta del suo elevato livello di sicurezza per la salute e la tutela dei consumatori, per la difesa dei diritti umani e per la sensibilità verso i paesi in via di sviluppo. La pubblicità dei sostituti del latte materno e di altri prodotti industriali per bambini va contro tutte le raccomandazioni ed entra in conflitto con le priorità nazionali per la salute e le politiche di molti paesi dell’UE.”

 

 

Che cosa è cambiato ? Dopo molti anni di campagne, la CE ha accettato alcune modifiche migliorative: l’etichettatura di alcuni prodotti speciali per lattanti sarà migliorata e la composizione delle formule lattee sarà rivista (cambiamenti che l’industria voleva ritardare di 5 anni). Ma molti prodotti potranno avere livelli inaccettabilmente alti di zucchero (fino al 30% per alcuni alimenti per bambini) e ingredienti inutili. Inoltre, e più importante, i controlli sulla pubblicità saranno tra i peggiori al mondo, permettendo ad aziende come Nestlé e Danone di promuovere prodotti altamente trasformati come se avessero un valore aggiunto e vantaggi per la salute e lo sviluppo del bambino rispetto a cibi freschi preparati in casa, all’allattamento o alle normali formule per lattanti.5

 

 

La composizione dei latti di proseguimento, commercializzati per i bambini oltre i 6 mesi, considerati inutili da tutte le agenzie sanitarie, sarà praticamente identica a quella delle formule iniziali per lattanti sotto i 6 mesi. L’unica differenza sarà nel contenuto in ferro, anche se i limiti saranno sovrapponibili e il target identico. La composizione della formula lattea iniziale soddisfa già i bisogni del bambino fino ai 12 mesi, ed è già etichettata in molti casi per essere usata da 0 a 12 mesi.6 Non esiste nessuna valida ragione di salute per pubblicizzare i latti di proseguimento; eppure agli Stati membri sarà permesso controllare solo il marketing della formula lattea iniziale. Alcuni paesi, come Malta e il Regno Unito, hanno cercato di controllare marketing dei latti di proseguimento, ma hanno subito pressioni per rendere più deboli le loro leggi. Le nuove norme metteranno sicuramente più ostacoli alla libertà degli Stati membri.7

 

 

Le aziende stanno attualmente allungando la loro gamma di prodotti; oltre ai latti di proseguimento, ci sono nuove formule zuccherate e aromatizzate per i bambini oltre i 12 mesi (i cosiddetti latti di crescita). Per promuoverle, le aziende usano le stesse tattiche ingannevoli, come per esempio le affermazioni riguardanti il miglioramenti della vista e lo sviluppo. La CE non ha affrontato la questione del marketing delle formule di proseguimento, e ora non ha una strategia credibile per frenare la crescita di questo nuovo mercato, ad eccezione del dialogo con l’industria per un codice di autoregolamentazione volontaria.

 

L’obesità è più che triplicata in molti paesi europei dal 1980 e il 7% dei bilanci sanitari è attualmente speso per curare le malattie associate all’obesità. Vi è un consenso globale su questa crisi nutrizionale8 e sul fatto che i costi per affrontarla stanno rapidamente prosciugando i bilanci sanitari. L’importanza dell’alimentazione e dei comportamenti nei primi anni di vita ha spinto ad emettere richiami sulla necessità di proteggere, promuovere e sostenere l’allattamento e di porre immediatamente fine al marketing di alimenti non salutari per tutti i bambini, per esempio nel Piano di Azione 2014-2020 sull’Obesità Infantile dell’UE,9 e più recentemente alla seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione tenutasi a Roma.10

 

 

L’allattamento rappresenta una perfetta opportunità per la prevenzione dell’obesità e di una miriade di altri problemi di salute. Le madri che allattano sono più propense a tornare al peso pre-gravidanza,11 e l’allattamento esclusivo per 6 mesi con introduzione di alimenti complementari a circa 6 mesi è associato a tassi meno elevati di obesità.12 L’allattamento aiuta a sviluppare i recettori del gusto e il controllo dell’appetito. In un altro incontro con i responsabili dell’UE a Bruxelles il 18 febbraio 2015, Patti Rundall, ha interrogato il nuovo commissario europeo per la salute, Vytenis Andriukaitis, sulle nuove norme. Questi, riconoscendo che la lotta contro la pubblicità è molto difficile, ha detto che l’UE ha la responsabilità di proteggere i cittadini più vulnerabili e di ridurre l’esposizione dei bambini a tattiche di marketing . Il commissario Andriukaitis ha descritto coloro che vivono in povertà nell’UE come “il 29° Stato membro”, e come una questione sulla quale spesso si sorvola.13

 

 

Le nuove norme proposte dalla CE non tengono conto dell’impatto globale degli alimenti esportati dall’UE, della necessità di garantire che siano nella giusta lingua, o di come aiuteranno le aziende a far pressione per standard commerciali più deboli a livello mondiale (ad esempio nella discussione sul TTIP14 o alle riunioni del Codex Alimentarius15). Molte più persone hanno attualmente un migliore accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all’assistenza sanitaria, ma il mondo è ancora diseguale: 2,5 miliardi di persone, più di un terzo della popolazione mondiale, non hanno ancora accesso a servizi igienico-sanitari.16 L’alimentazione artificiale di un lattante, al posto dell’allattamento, può letteralmente significare la differenza tra la vita e la morte in tali situazioni.

 

 

IBFAN fa un appello ai parlamentari e ai politici Europei perché realizzino una valutazione di impatto sulla salute e lo sviluppo delle nuove norme proposte dalla CE, non solo nell’UE ma nel mondo intero, prima che causino danni irreparabili.

 

 

Per ulteriori informazioni contattare:

 

Paola Negri (paola.negri@ibfanitalia.org) o Adriano Cattaneo (adriano.cattaneo@gmail.com)

 

 

  1. Tutti gli Stati membri dell’UE hanno approvato il Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e le successive pertinenti risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità, che sono i requisiti minimi per tutti i paesi. Tutti gli Stati membri dell’UE hanno ratificato la Convenzione sui diritti del fanciullo, il cui articolo 24 chiede ai governi di fornire ai genitori informazioni sulla nutrizione e l’allattamento. Le aziende hanno l’obbligo di rispettare il Codice Internazionale in tutto il mondo.

  2. L’OMS è il Segretariato dell’Assemblea Mondiale della Sanità, la più alta istituzione globale in termini di politiche sanitarie.

  3. L’International Baby Food Action Network (IBFAN) è una rete globale di 273 gruppi in 168 paesi (www.ibfan.org).

  4. Il Baby Feeding Law Group (BFLG) è una coalizione di 22 importanti associazioni professionali e non, come ad esempio il Royal College of Pediatrics and Child Health e il Royal College of Midwives, che lavorano per allineare la legislazione Britannica ed europea con le risoluzioni dell’Assemblea Mondiale della Sanità (www.babyfeedinglawgroup.org.uk).

  5. IBFAN. Breaking the Rules, Stretching the Rules 2014 e State of the Code by Country 2014 (http://ibfan.org/companies-continue-to-violate-the-international-code).

  6. Scientific Opinion on the essential composition of infant and follow-on formulae, European Food Safety Authority (EFSA) (www.efsa.europa.eu/en/efsajournal/pub/3760.htm).

  7. Cattaneo A et al. Advertisements of follow-on formula and their perception by pregnant women and mothers in Italy. Arch Dis Child 2014;0:1–6. doi:10.1136/archdischild-2014-30699

  8. Swinburn B et al. Strengthening of accountability systems to create healthy food environments and reduce global obesity (www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(14)61747-5/abstract).

  9. http://ec.europa.eu/health/nutrition_physical_activity/docs/childhoodobesity_actionplan_2014_2020_en.pdf

  10. Political Declaration and Framework for Action adopted at ICN2: Recommended actions to promote, protect and support breastfeeding and implement the International Code (www.fao.org/3/a-mm215e.pdf).

  11. www.unicef.org.uk/BabyFriendly/News-and-Research/Research/Obesity/

  12. www.unicef.org.uk/BabyFriendly/News-and-Research/Research/Obesity/Timing-of-solid-food-introduction-and-the-risk-of-obesity/

  13. 120 million people in the EU (24%) are at risk of poverty or social exclusion (http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=751)

  14. L’accordo per una Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) è in questo momento oggetto di negoziati segreti tra l’UE e gli USA (www.waronwant.org/campaigns/trade-justice/ttip)

  15. La commissione del Codex Alimentarius stabilisce standard globali per il commercio di alimenti. Vedi: Trade vs Health – global meeting fails to safeguard infant and young child health (www.babymilkaction.org/archives/2640).

  16. WHO/UNICEF. Progress on Drinking Water and Sanitation, 2014 Update.

 

 

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