dic
29
2013

L’Academy of Breastfeeding Medicine chiede all’American Academy of Pediatrics di interrompere le relazioni con l’industria del latte artificiale

L’Academy of Breastfeeding Medicine (ABM) è un’associazione di medici, dapprima solo USA poi internazionale, che promuovono l’allattamento, anche attraverso una loro rivista scientifica (Breastfeeding Medicine). Molti membri dell’ABM sono pediatri e la maggioranza di essi sono anche membri dell’American Academy of Pediatrics (AAP), l’associazione dei pediatri USA.

Il 26 dicembre 2013 l’ABM ha spedito all’AAP una lettera di protesta contro l’accordo siglato da quest’ultima con Mead Johnson (MJ), la maggiore ditta USA di latti artificiali, per la distribuzione di materiale pubblicitario alle puerpere dimesse dai reparti di maternità. L’accordo prevede che il logo della MJ appaia assieme a quello dell’AAP nei pacchi regalo che la maggioranza degli ospedali USA consegnano alla dimissione e che spesso, in violazione del Codice Internazionale, contengono campioni di latte artificiale. Il logo dell’AAP compare due volte: in un foglio di istruzioni per le misure di sicurezza da adottare con il neonato e in un librettino sull’allattamento. Quello di MJ sull’ultima di copertina dello stesso librettino e su una borsa termica per la conservazione del latte artificiale. Non è la prima volta che l’AAP sigla accordi di questo genere: accordi simili erano stati siglati nel passato con Abbott Ross, la seconda ditta USA in ordine di importanza, e con Nestlè, la terza. Tutte e tre le ditte sponsorizzano attività dell’AAP come congressi, corsi e riviste.

Oltre a rappresentare violazioni del Codice Internazionale, questi accordi sono in contraddizione con gli stessi documenti dell’AAP. La quale, per esempio, raccomanda ufficialmente l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi, come fanno OMS, UNICEF e Ministero della Salute Italiano. È dimostrato che la consegna di valigette contenenti prodotti o altro materiale pubblicitario delle ditte diminuisce la durata dell’allattamento esclusivo e rende quindi meno probabile il raggiungimento dell’obiettivo posto dalla stessa AAP (interessante in tal senso l’iniziativa già riportata nel nostro sito “Ban the Bags”).

Inoltre, l’AAP ha da poco approvato un documento sulla necessità di ridurre gli investimenti per il marketing del latte artificiale: è veramente contradditorio che poi firmi un accordo commerciale con una ditta produttrice.

Vedremo se e come l’AAP risponderà all’ABM. Per noi in Italia la vicenda è interessante, perché anche molte associazioni pediatriche nostrane si trovano in situazioni simili a quella dell’AAP.

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