feb
10
2020

Marketing e vendite dei cosiddetti latti di crescita negli USA

“Marketing e vendite dei cosiddetti latti di crescita negli USA”
Choi YY, Ludwig A, Harris JL. US toddler milk sales and associations with marketing practices.
Public Health Nutr 2020; DOI:https://doi.org/10.1017/S1368980019003756 Published online by Cambridge University Press: 04 February 2020

Uno studio condotto da ricercatori dell’università del Connecticut tra il 2006 e il 2015 mostra un preoccupante aumento di vendite dei cosiddetti latti di crescita, indicati per bambini tra 12 e 36 mesi di età, con una stretta associazione tra marketing e vendite.

Questi prodotti, che non sono latti e non è dimostrato che facciano crescere i bambini più o meglio di altri  alimenti, sono sviluppati dalle ditte produttrici di sostituti del latte materno partendo da un latte magro in polvere, al quale sono  aggiunti sciroppi di mais, o altri dolcificanti calorici e oli vegetali, oltre a una grande quantità di minerali, vitamine, aromatizzanti e conservanti.

Paragonati al latte di mucca, raccomandato per quei bambini oltre l’anno di età che non prendono il latte di mamma, contengono meno proteine, una maggiore quantità di sodio e molti zuccheri aggiunti, contribuendo a condizionare la
preferenza per cibi zuccherati in un’età cruciale per lo sviluppo di abitudini alimentari salutari. Tutto ciò in contrasto con le raccomandazioni dell’OMS e di altre agenzie nazionali e internazionali circa l’importanza di una alimentazione sana all’inizio della vita, cioè allattamento esclusivo fino a sei mesi e continuato fino a due anni e oltre, accompagnato da introduzione di alimenti solidi di preparazione casalinga a partire dai sei mesi.

I cosiddetti latti di crescita sono pubblicizzati anche per il loro contenuto di ingredienti particolari, indicati per lo sviluppo del cervello, come DHA e ferro, o dell’intestino, come i probiotici, aumentandone il prezzo.

Tutti effetti non confermati da prove scientifiche indipendenti che però possono portare i genitori a sceglierli pensando di fare il meglio per i loro bambini. Tant’è che la Guida OMS “Porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per neonati e bambini“, del 2016, vieta qualsiasi promozione commerciale per tutti i latti formulati fino ai tre anni, includendoli nei sostituti del latte materno.
Lo studio americano analizza la qualità e la quantità di due modalità di marketing, la pubblicità in televisione e le esposizioni speciali in circa 35.000 negozi, durante un periodo di quasi 10 anni, dal 2006 al 2015, e i loro effetti sulle vendite e i prezzi, compatando i cosiddetti latti di crescita con le formule per la prima infanzia.

I risultati confermano che c’è correlazione tra la quantità di messaggi pubblicitari settimanali totali attraverso i vari canali, quadruplicati nel periodo preso in esame, e le vendite, e quindi il consumo, dei cosiddetti latti di crescita, più che raddoppiato in dieci anni.

Lo studio analizza anche l’andamento dei prezzi al dettaglio dei due tipi di formule. Mentre le vendite dei cosiddetti latti di crescita sono raddoppiate, il loro prezzo al dettaglio si è abbassato. Per le formule infantili, invece, si sono leggermente ridotte le vendite e il prezzo è aumentato.

Misurando e confrontando la qualità e la quantità di messaggi pubblicitari, lo studio rivela che le ditte produttrici investono meno denaro nella promozione delle formule infantili.

Il motivo di questo calo nelle vendite delle formule infantili è da cercare nel maggiore impegno nel sostenere le madri che allattano, con effetti positivi importanti sulla salute pubblica.

É probabile che le ditte produttrici rispondano a questi sviluppi positivi spostando i loro investimenti sulla promozione dei cosiddetti latti di crescita.

Inoltre, essendo le formule infantili diventate più care, c’è la preoccupazione che alcuni genitori possano scegliere un cosiddetto latte di crescita per i loro bambini di poche settimane, ingannati dalla somiglianza delle etichette, compromettendo la crescita del neonato. I ricercatori hanno documentato messaggi ingannevoli sulle confezioni dei cosiddetti latti di crescita e nelle promozioni televisive circa i benefici per la salute di questi prodotti, con conseguente e voluta confusione del consumatore, visto che un tipo di formula di un determinato marchio promuove intrinsecamente anche gli altri tipi di formula dello stesso marchio.
Tutti questi risultati confermano la necessità per i paesi di emanare leggi che recepiscan tutte le indicazioni contenute nel Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e nelle Risoluzioni successive, includendo tra i prodotti che sostituiscono il latte materno anche i cosiddetti latti di crescita, vietandone la promozione al consumatore e agli operatori sanitari.

Del 57% di paesi al mondo che hanno una legge che vieta la promozione al pubblico, solo il 16% include i prodotti a base di latte destinati ai bambini fino a 36 mesi.

Anche le associazioni professionali sono chiamate a elaborare linee guide che aiutino professionisti e genitori aumentandone consapevolezza e attitudini verso scelte che promuovano la salute, in particolar modo in età così cruciale per lo sviluppo di abitudini alimentari salutari.

phn20choiustoddlermilksalesmarketing documento orginale in inglese.

Info sull'autore:

Lascia un commento

Segnala una violazione

Cosa fare per inviarci una violazione del Codice.

Tutto su “TIGERS”

Tigers, il film del premio Oscar Danis Tanovic che denuncia le pratiche scorrette dei produttori di latte artificiale.

IBFAN, da 36 anni in tutto il mondo

Archivio delle news

Argomenti delle news