CHE COSA È IL CODICE?

Il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno è stato elaborato dall’OMS e dall’UNICEF, con lo scopo di tutelare l’allattamento al seno mediante:

l’impegno da parte dei Governi di provvedere alla diffusione di informazioni corrette circa l’allattamento.
l’adozione da parte di produttori e distributori di appropriate tecniche di marketing per i sostituti del latte materno e altri alimenti infantili, i biberon e le tettarelle.

Il Codice è stato approvato nel 1981 dall’Assemblea Mondiale della Sanità e dalle più importanti compagnie produttrici di alimenti per l’infanzia. Comprende 11 articoli, per un totale di 39 commi.

COME E PERCHE' E' NATO IL CODICE?
QUANTO È VINCOLANTE IL CODICE?
QUALI PRODOTTI SONO COPERTI DAL CODICE?
IL MONITORAGGIO

 

COME E PERCHÉ È NATO?

Negli anni ‘60 e ’70, l’attenzione pubblica fu richiamata dall’allarmante declino dell’allattamento al seno diffuso un po’ in tutti i paesi del mondo: numerosi professionisti sanitari iniziarono a pubblicare le loro esperienze sull’impatto che la pubblicità di prodotti industriali per l’alimentazione infantile, la distribuzione di campioni gratuiti ed altre tecniche di promozione esercitavano sulla durata e la frequenza dell’allattamento al seno. Alla metà degli anni ’70 OMS e UNICEF promossero la realizzazione di un incontro internazionale sull’alimentazione infantile, che fu realizzato nell’ottobre 1979 e fu il primo di un lungo processo di consultazioni in cui esperti delle due organizzazioni si confrontarono con i governi, le industrie produttrici di cibi per l’infanzia, le associazioni professionali ed organizzazioni non governative (fra cui quella che sarebbe poi diventata l’IBFAN). Tale processo portò nel 1981 all’elaborazione del Codice ed alla sua ratifica da parte della AMS nel maggio dello stesso anno.

Esso è stato adottato dalla AMS come requisito minimo per proteggere la salute infantile e quindi con l’auspicio che venga messo in pratica al 100%. Al momento della ratifica, fu riconosciuto unanimemente che con gli anni grazie all’esperienza e a nuove conoscenze scientifiche sarebbero forse state necessarie delle revisioni del documento e il Direttore Generale della OMS venne incaricato di produrre regolarmente rapporti sull’implementazione del Codice nei vari paesi membri. Da tali rapporti periodici sono scaturite delle Risoluzioni che chiariscono punti oscuri del Codice e ne ampliano il significato. Queste hanno pari valore dei punti del Codice stesso.

 

QUANTO È VINCOLANTE IL CODICE?

Dal punto di vista giuridico, si tratta di un codice di comportamento, e pertanto è meno vincolante di un trattato o di una convenzione, ma dal momento che l’Assemblea Mondiale della Sanità esprime il giudizio dei Ministri della Sanità dei Governi mondiali e dei loro collaboratori, eminenti esperti scientifici in campi specifici di salute pubblica, il suo peso politico è dunque notevole.

Tutti gli stati membri della AMS aderiscono al Codice, infatti anche se gli Usa votarono contro inizialmente, tale posizione è cambiata con la ratifica da parte del governo Clinton della risoluzione del 1994, con la quale la AMS rinforzava il Codice.

All’interno dell’art.11, si spiega come il Codice e le successive Risoluzioni devono essere messi in pratica:

Gli stati membri della AMS devono concretizzare il Codice in provvedimenti legislativi nazionali, nella sua interezza e come requisito minimo. Similmente dovrebbero essere recepite le Risoluzioni. Alla fine del 1997, circa 130 paesi avevano promulgato una legge nazionale ispirata al Codice (oggi la OMS conta circa 197 stati membri).
I fabbricanti e distributori devono COMUNQUE aderire ai principi del Codice, indipendentemente da altre misure prese nei vari stati.
ONG (Organizzazioni Non Governative), gruppi professionali, istituzioni ed individui sono chiamati a denunciare eventuali violazioni.

Inoltre:

altri organismi internazionali, come la FAO e la Commissione interna alla OMS sul Codice Alimentare, devono pure sostenere e promuovere la realizzazione del Codice.
Le condizioni previste dal Codice e dalle Risoluzioni successive sono state incorporate in altri accordi internazionali come la Dichiarazione degli Innocenti e in parte in altre direttive dell’Unione Europea (direttiva del 1991).
La realizzazione del Codice e delle Risoluzioni è riconosciuta essere una delle misure dei governi per sottostare agli obblighi presi all’interno della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia adottata nel novembre 1989, che si occupa dei diritti dei bambini al cibo, alle cure sanitarie, all’istruzione e ad un ambiente favorevole
QUALI PRODOTTI SONO COPERTI DAL CODICE?
I latti artificiali sia in polvere che liquidi, sia le formule speciali che i cosiddetti “latti di proseguimento”
Altri prodotti che possano in tutto o in parte sostituirsi al latte materno, (tisane, the, preparati liofilizzati, omogeneizzati, biscotti...) quando presentati come adatti a bambini di età inferiore a 6 mesi
Biberon e tettarelle

Per questi prodotti, il Codice PROIBISCE:

Ogni tipo di PUBBLICITÀ e PROMOZIONE al pubblico.
La distribuzione di CAMPIONI GRATUITI (se non ai medici per motivi di valutazione personale e di ricerca)
Ogni tipo di CONTATTI fra i rappresentanti delle Compagnie e donne in attesa o madri di bimbi piccoli
La PROMOZIONE attraverso il Sistema Sanitario sia diretta che indiretta attraverso l’esposizione di posters, calendari, penne, ecc.
DONI alle mamme o a impiegati del settore Sanitario

 

Che sulle ETICHETTE delle confezioni appaiano scritte o immagini che ne idealizzino l’uso (diciture come “umanizzato-maternizzato”, immagini di bimbi piccoli o animaletti ecc.)

Per questi prodotti, il Codice RICHIEDE:

Che le etichette compaiano nelle lingue appropriate per la distribuzione nei singoli paesi e riportino determinati avvisi importanti e messaggi sulla superiorità dell’allattamento al seno e sui rischi dell’uso di surrogati (art. 9-2).
Che tali avvisi importanti e messaggi appaiano all’interno del materiale educativo sull’alimentazione infantile, sia esso scritto, video o audio (art. 4-2).
Che l’informazione per i professionisti sia limitata a fatti concreti e scientifici (art.7-2).
IL MONITORAGGIO

L'attività di monitoraggio consiste nel raccogliere testimonianze ed esempi di violazioni del Codice e riportarne documentazione su moduli appositi, che vengono convogliati a centri di raccolta. Il centro di raccolta per l'Europa è in Italia, presso Ibfan Italia, il centro di raccolta mondiale (ICDC o International Code Documentation Center) si trova a Penang, in Malesia. L'IBFAN pubblica regolarmente rapporti sui comportamenti delle Compagnie rispetto al Codice, rapporti che dimostrano quanto sia necessario che un controllo indipendente ed efficace sia esercitato sull’operato di queste Compagnie. Questi rapporti vengono presentati all'Assemblea Mondiale della Sanità, che li utilizza come base per valutare l'efficacia delle norme esistenti e per proporre eventuali Risoluzioni che completino il Codice o ne chiariscano il significato. Da quando il Codice è stato approvato, nel 1981, sono state approvate ben 9 Risoluzioni, fra cui l'ultima del 2002 con la quale è stata lanciata la Strategia Globale per l'alimentazione Infantile

Scopi dell'attività di Monitoraggio:

Oltre a quanto detto sopra, l'attività di monitoraggio

può fornire ai Governi uno strumento di valutazione della normativa vigente sulla protezione dell'allattamento, mettendo in luce dove questa è più debole e necessita di essere rafforzata (o creata se inesistente).
serve per creare consapevolezza intorno a questo problema, sia verso il pubblico in generale che verso gli operatori sanitari, come anche verso i rivenditori e distributori dei prodotti coperti dal Codice. In molti paesi, è stato presentando i risultati del monitoraggio che gruppi di difesa dell'allattamento hanno indotto i loro governi a prendere provvedimenti contro le violazioni del Codice.

Il monitoraggio IBFAN

L’IBFAN oltre a raccogliere e segnalare costantemente le violazioni al Codice in più di 90 paesi del mondo grazie al lavoro di vigilanza e denuncia di molti volontari, organizza periodicamente dei progetti internazionali di monitoraggio. Il più recente di questi progetti, l’IMP3 (IMP sta per International Monitoring Project) si è svolto nel corso dell’anno 2000 ed ha visto coinvolti 14 paesi fra cui l’Italia. Le violazioni riscontrate sono state molteplici e di ogni tipo in tutti i paesi, da parte di praticamente tutte le Compagnie produttrici. I risultati resi pubblici all' Assemblea Mondiale della Sanità nel maggio 2001, sono raccolti nella pubblicazione in lingua inglese “Breaking the Rules Stretching the Rules 2001" (edizione originale in inglese). In Italia, il Monitoraggio è stato svolto da ICMC (poi confluita in Ibfan Italia) che ha pubblicato nel 2001 la prima edizione del Il Codice Violato con i risultati e le testimonianze delle numerose violazioni riscontrate nel nostro paese.

ICMC ha poi partecipato dal 2002 al progetto di monitoraggio permanente, (o SIM, da Standard Ibfan Monitoring), che ha dato luogo alla presentazione all'Assemblea Mondiale della Sanità del Breaking the Rules 2004 e in Italia alla nuova edizione de Il Codice Violato.

 

Affinchè le violazioni cessino, è necessario continuare a raccoglierle e segnalarle: questo lavoro aiuta l’UNICEF, l’OMS e agenzie come l’IBFAN nella loro opera di protezione della salute infantile.

Vuoi aiutarci segnalandoci delle violazioni?

Clicca qui per accedere alla Guida per il riconoscimento delle violazioni.

LA LEGGE ITALIANA IN ATTUAZIONE DEL CODICE: IL D.M. 500/94

l’Italia fin dall’inizio ratifica il Codice e successive Risoluzioni. Però solo nel 1994, in seguito ad una direttiva della Comunità europea, attua un provvedimento legislativo nazionale – il DM 500/94 – che recepisce il Codice in maniera parziale.

Del resto, tale provvedimento resta inapplicabile per due anni, cioè fino a quando viene completato dal DL 241/96 che prevede le sanzioni per chi non osserva il DM 500. C’è comunque da dire che rarissime sono le denunce, in quanto nessuna mamma ha mai sporto denuncia contro il suo pediatra per aver ricevuto in dono un campione di latte artificiale.

Le differenze fra Codice e DM500 riguardano 

Il campo di applicazione (art.2 Codice): la legge italiana si applica infatti non a tutti i sostituti del latte materno ma solo alle formule iniziali e a quelle di proseguimento (limitando però alle prime l'applicazione degli articoli più importanti).
Le forniture ai sistemi sanitari (art. 6.6, Codice, Risoluzioni del 1986, 1990, 1992, 1994): a differenza del Codice, la legge italiana consente le forniture gratuite ai reparti maternità nel caso che vi sia una richiesta scritta, che guarda caso non manca quasi mai.
I conflitti d’interesse (Risoluzione del 1996): questa risoluzione, in cui si invita ad assicurare che eventuali appoggi finanziari da parte delle compagnie agli operatori sanitari non creino conflitti di interesse per la promozione dell’allattamento, essendo successiva alla legge italiana, non vi è recepita.

Nel marzo 2000, una sentenza dell’Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato (Antitrust) condannava le sei compagnie produttrici di sostituti del latte materno più importanti nel nostro paese (Nestlè, Heinz Italia, Milupa, Nutricia, Humana e Abbott) al pagamento di una forte multa, per aver costituito un cartello volto a mantenere i prezzi del latte artificiale più alti in Italia rispetto ad altri paesi europei, e a spartirsi con un meccanismo di turnazioni le forniture gratuite ai reparti maternità degli ospedali italiani. In seguito a questo, l’allora Ministro della Sanità Veronesi emanò una Circolare, che esortava gli assessorati alla Sanità delle Regioni e delle province autonome a far sì che all’interno dei Reparti maternità si adottassero le seguenti iniziative:

Favorire l’adozione e la prosecuzione dell’allattamento al seno, attraverso l’adozione dei più efficaci modelli organizzativi al riguardo.
Acquisto sostituti del latte materno in quantità strettamente necessarie in condizioni di correttezza e trasparenza (quindi stop alle forniture gratuite, che invece vengono consentite dal DM 500/94)
Niente omaggi di prodotti o materiale che possano interferisce con l’allattamento al seno
Niente spazio predefinito per la prescrizione del sostituto nella lettera di dimissioni
Le eventuali donazioni di materiali e attrezzature da parte delle compagnie agli ospedali non devono essere legate alla prescrizione di sostituti
Sia istituito un apposito monitoraggio presso i reparti maternità per verificare l’incidenza dell’allattamento al momento delle dimissioni.

Non ci risulta che questa sia stata recepita, tranne forse che all'interno degli ospedali riconosciuti come Amici dei bambini dall'Unicef. Nemmeno la sentenza dell'antitrust è servita, se le compagnie hanno continuato a spartirsi il mercato delle turnazioni come prima, dando luogo di recente ad una ulteriore indagine dell'antitrust stessa.

PER QUESTI MOTIVI, IBFAN ITALIA HA COLLABORATO CON L'ONOREVOLE PAOLO CENTO NELLA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI MODIFICA AL DM500, PRESENTATA A ROMA IL 6 OTTOBRE 2004. Molti parlamentari hanno già aderito.

comunicato stampa presentazione della legge