
Come determinare che cosa sia una violazione del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno
© IBFAN/ICDC Penang, Novembre 2001

INDICE
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3.Ogni cibo o bevanda presentato come idoneo per l’uso da parte di bambini con meno di 6 mesi |
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Articolo 2: Ambito di Copertura del Codice
Il Codice si applica alla commercializzazione, e le
pratiche ad essa legate, dei seguenti prodotti: sostituti del latte materno,
inclusi gli alimenti per lattanti; altri prodotti lattei, cibi e
bevande, inclusi gli alimenti complementari da dare col biberon, quando
commercializzati o in qualche modo rappresentati come idonei, con o senza
modifiche, a sostituire parzialmente o totalmente il latte materno; biberon
e tettarelle. Si applica anche alla qualità e disponibilità di tali
prodotti, ed alle informazioni relative al loro uso.
(corsivi e sottolineature nostri)
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Risoluzione
AMS 54 .2
Nel
Marzo 2001, al termine di sette anni di studio e discussioni, un gruppo di
esperti ha raccomandato “allattamento al seno esclusivo per 6 mesi, con
successiva introduzione di alimenti complementari e continuazione
dell’allattamento”. La raccomandazione è stata sottoscritta dall’OMS con la risoluzione
dell’Assemblea Mondiale della Sanità (AMS) 54. 2, così facendo si è
chiarita in modo definitivo la copertura del Codice.
Già nel 1994 l’OMS aveva raccomandato “adeguati alimenti
complementari a partire da circa 6 mesi” (AMS 47. 5, si veda anche AMS
49.15 del 1996). Tuttavia i produttori hanno continuato a promuovere
cereali e altri alimenti da 4 a 6 mesi.
La AMS 54.2, ha chiarito che la nutrizione ideale per i bambini è
nient’altro che latte materno per 6 mesi, perciò tutti i prodotti
alimentari presentati idonei per bambini sotto a 6 mesi di età
sono “sostituti del latte materno”, sotto la copertura del Codice. |
Per
ogni possibile violazione del Codice, si deve verificare se riguardi prodotti
sotto la sua Copertura. Seguono delle linee guida.
Tutti
i seguenti prodotti vi rientrano:
1.
Alimenti
per lattanti (formule lattee): comprendono tutti i preparati che possono
essere somministrati a bambini fin dalla nascita come unica fonte di nutrimento
fino a quando altri alimenti non diventino necessari. Ce ne sono molte varietà,
come:
·
latti per lattanti (a base di latte vaccino)
·
alimenti con poco ferro
·
alimenti con ferro
·
alimenti per bambini sotto peso o pre termine
·
alimenti ipoallergenici
· alimenti anti rigurgito
· ispessitori per alimenti
·
alimenti
senza lattosio, a base di soia
·
alcuni
alimenti molto specialistici per bambini con malattie rare (questi latti-farmaco
non si trovano nei negozi e non sono quasi mai pubblicizzati perché il loro
mercato è molto limitato)
Gli
alimenti per lattanti sono in polvere o liquidi, confezionati in lattine,
scatole, buste o biberon pronti per l’uso.
3. Ogni cibo o bevanda presentato come idoneo per l’uso da parte di bambini con meno di 6 mesi: questa categoria comprende tutti i tipi di alimenti, tranne i latti formulati a base di latte vaccino o soia. I più comuni prodotti da tenere d’occhio sono: cereali, pappe (alimenti liofilizzati da preparare con acqua o latte), omogeneizzati di frutta, verdura, cereali, carne etc. in vasetti pronti per l’uso o altre confezioni, camomille, tè o tisane per bambini, biscotti, acque minerali, succhi ed altre bevande.
Questi
prodotti rientrano sotto la Copertura del Codice solo se sono in qualche
modo rappresentati come idonei per nutrire i bambini nei primi 6 mesi di
vita.
Le
seguenti domande aiuteranno a decidere se un prodotto sia così rappresentato.
Verificare
l’età raccomandata sull’etichetta:
·
c’è
scritto 4 mesi o 5 mesi? Quell’alimento è un sostituto del latte materno
·
c’è
scritto “dal 6° mese”?
· o c’è scritto “dai 6 mesi”?
Può sembrare un cavillo, invece è una domanda da un milione di dollari (Il mercato mondiale degli alimenti complementari per la fascia da 4 a 6 mesi di età è stato valutato 2 miliardi di dollari USA).
“Dal
6° mese” può significare dopo il compimento dei 5 mesi. E’ una dicitura
che mira all’inizio del 6° mese, mentre “dai 6 mesi” sembra indicare che
il bambino abbia compiuto 6 mesi e sia pronto per iniziare l’alimentazione
complementare.
Perciò “dai 6 mesi” o “dopo i 6 mesi” è una dicitura accettabile, mentre “dal 6° mese non lo è”. La differenza tra queste indicazioni per un consumatore può significare un mese intero.
· L’etichetta mostra un bimbo chiaramente più piccolo di 6 mesi?
· L’etichetta contiene frasi come “dalla nascita”, “dall’inizio”, “prima fase”?
· Si consiglia di somministrare il prodotto col biberon?
·
L’etichetta mostra un biberon?
4.
Alimenti
di proseguimento/latti di crescita:
Gli
alimenti di proseguimento sono latti formulati generalmente raccomandati per
bambini oltre i 6 mesi, ma talvolta (in Italia spesso) sono commercializzati per
bambini di 3 o 4 mesi (“dal 4° mese”). Si riconoscono dall’etichetta,
spesso il loro nome è lo stesso degli alimenti per lattanti della stessa
compagnia, con l’aggiunta di un "2" o di un "più". Per
esempio, Aptamil-1 (della Numico) ha
come proseguimento Aptamil-2. Nella
maggior parte dei casi, l’etichetta riporterà anche le parole “alimento di
proseguimento” o “latte di proseguimento”.
I produttori nei paesi francofoni spesso usano l’espressione “lait de deuxieme age” e alcuni produttori lo commercializzano per bambini a partire dalle 6 settimane.
Alcune
compagnie commercializzano anche “ispessitori” per alimenti, chiamati diastase.
Altri produttori reclamizzano alimenti cosiddetti “anti-rigurgito” o
“anti-reflusso” (A.R.), latti un po’ ispessiti. Tutti rientrano sotto la
copertura del Codice.
Principi per l’interpretazione dell’Articolo 2
La
Copertura è la parte più difficile del Codice. La parte messa corsivo della copertura,
nell’Art.2 (riquadro), cita che altri prodotti lattei, alimenti e bevande
(intendendo altri rispetto agli alimenti per lattanti) sono compresi
nella Copertura del Codice solo se i prodotti sono commercializzati
o in qualche modo rappresentati come idonei, con o senza modifiche, a sostituire
parzialmente o totalmente il latte materno.
Qualsiasi
alimento o bevanda rappresentato come idoneo per l’alimentazione di bambini di
meno di 6 mesi di età è sempre un sostituto del latte materno
Perché? C’è il più ampio consenso
che il cibo migliore per tutti i bambini sia il latte materno, senza nessun
altro alimento, dalla nascita ai 6 mesi. Secondo gli esperti, la maggior parte
dei bambini non ha bisogno di nessun altro cibo o bevanda oltre al latte materno
per i primi sei mesi. Gli alimenti complementari dovrebbero essere introdotti
successivamente, in base alla necessità di ciascun bambino.
Per
questo l’IBFAN ha sempre sostenuto che se l’alimento ideale per 6 mesi per
la maggior parte dei bambini è il latte materno, allora ogni prodotto
alimentare rappresentato come idoneo per bambini di meno di sei mesi sostituisce
senz’altro il latte materno. Adesso le Risoluzioni AMS 47.5 e AMS 54.2
confermano quest’interpretazione del Codice, sostenendo che tali prodotti
possono essere venduti, ma non promossi commercialmente.
Va ricordato che si tratta di nuove
indicazioni di salute pubblica e conseguenti restrizioni commerciali, non certo
di forzare le madri a seguire tali indicazioni alla lettera. Il Codice mira a
proteggere l’allattamento: dato che si raccomanda allattamento esclusivo per 6
mesi, nessuna madre dovrebbe essere scoraggiata da etichette o materiale promozionale che consigli l’uso di
cibi commerciali prima che questi siano necessari. Dato che l’amplissima
maggioranza dei bambini può crescere bene col solo latte materno per i primi 6
mesi, non c’è alcun bisogno di quantità industriale di volantini che dicano
“adesso tuo figlio ha 4 mesi, ha bisogno delle pappe marchio X!’
La raccomandazione dell’OMS è nuova (AMS
54.2,Maggio 2001) perciò servirà tempo perché tutti (madri, operatori
sanitari e produttori) inizino a metterla in pratica. Come monitori, si
dovrebbero trovare dei cambiamenti nelle etichette a partire dal 2001-2002.
Gli
alimenti di proseguimento quasi non
esistevano quando è stato scritto il Codice, ma si possono considerare sotto la
sua copertura poiché costituiscono la parte lattea della dieta di un
bambino, che dovrebbe essere sempre latte materno. Gli alimenti di proseguimento
quindi sono sempre sostituti del
latte materno. Alcuni produttori sostengono che i latti di proseguimento siano
sostituti del latte vaccino: questo è, a sua volta, un sostituto del latte
materno, pertanto l’osservazione non regge.
Per
sostenere questi principi è importante sottolineare sempre che non si tratta di
impedire a una mamma di scegliere se dare altri cibi al bambino prima dei sei
mesi, o di usare il latte di proseguimento. Non c’è alcun impedimento alla
vendita di questi prodotti. Il Codice e pertinenti risoluzioni successive sono
studiati solo per fermare le compagnie dal promuovere i loro prodotti. Il solo
intento della promozione è aiutare l’aumento delle vendite, a scapito
dell’allattamento al seno.
Tutte
le réclame (TV, radio, giornali, riviste, cartelloni, Internet, etc.) di prodotti
sotto la Copertura del Codice sono violazioni. Cfr. la Sezione I per
valutare se il prodotto sia sotto la copertura del Codice.
I
punti vendita comprendono negozi, farmacie, spacci negli ospedali ed ogni altro
esercizio in cui siano venduti prodotti
sotto la copertura del Codice. Andando in un punto vendita, raccogliere
prove di ciascuna delle seguenti pratiche se relative a prodotti sotto la copertura del Codice:
1.
Poster o cartelli o indicazioni attaccate agli scaffali dei prodotti
("shelf talker").
2.
Esposizioni speciali di prodotti, come una pila di alimenti in vetrina o
in un espositore speciale separato dagli altri prodotti. Informarsi presso il
gestore se l’esposizione sia stata richiesta dal distributore, o se si tratti
di un’iniziativa del negozio.
3.
Campioni di prodotti per i clienti.
4.
Omaggi con l’acquisto di un prodotto.
5.
Buoni sconto, offerte
speciali o simili.
6.
Ogni altro stratagemma mirante a fare aumentare le vendite dei prodotti
(cfr. l’elenco delle tecniche commerciali nell’Art.
5.3 del Codice).
7.
Contatti col pubblico da parte del personale di marketing.
1.
Forniture gratuite: è una violazione che produttori o distributori
diano forniture gratis o a prezzi ridotti (meno del prezzo all’ingrosso o
dell’80% di quello al dettaglio) di prodotti
sotto la copertura del Codice.
Trovando forniture gratis o a basso costo di altri prodotti connessi
all’alimentazione infantile o all’allattamento ("latte per mamme",
"latti 1-2-3" o “succhiotti”, riferirlo nel Formulario 5A (Q.9).
Si potrà fare uso di queste informazioni in campagne per codici o leggi più
restrittivi.
Nota:
all’inizio le forniture gratuite, solo per rari casi (tipo orfanotrofi), erano
consentite dal Codice (Art. 6.6), ma
sono ora proibite in ottemperanza alle Risoluzioni AMS 39.28 (1986), 45.34
(1992) and 47.5 (1994). (Cfr. Complying
with the Code?) Molti paesi
hanno leggi che vietano le forniture gratuite (non l’Italia, dove le
turnazioni sono ancora la norma)
2.
Qualsiasi poster, calendario, orologio, tabella di crescita, depliant,
libretti, opuscoli, quadretti col nome del neonato messi sui lettini o alle
pareti, ogni altra decorazione in qualsiasi parte di un reparto maternità,
nursery o pediatria è una
violazione se mostra l’immagine, il logo o qualche altro riferimento a
prodotti sotto la copertura del Codice (Art.
6.2). Se il nome del produttore è lo stesso del prodotto, come per es. Humana
o Mellin, anche qualsiasi oggetto che mostri il nome della compagnia è
una violazione.
I riferimenti ai prodotti non sono sempre evidenti. In molti libretti il
richiamo al prodotto è solo verso la fine, nel testo o nelle illustrazioni,
come quelle che mostrano come preparare l’alimento per somministrarlo.
Trovando uno di questi articoli che non faccia riferimento a un prodotto
sotto la copertura del codice, ma abbia il nome di un produttore o
distributore di tali prodotti, farsi le seguenti domande:
a. E’
esposto in un reparto maternità o altro luogo in cui probabilmente sarà visto
da donne in attesa e madri di neonati?
b. Mostra un
bambino piccolo, una mamma che allatta, una filastrocca per bimbi, personaggi
della letteratura infantile, animaletti o altre immagini associate alla prima
infanzia?
Se la risposta a una delle due domande è Sì, va riportata come
violazione, a meno che l’articolo non si riferisca a un prodotto non coperto
dal Codice, come il latte per le mamme, i latti “1-2-3”, latti interi o
prodotti di cura del corpo per i bambini.
Perché?
Questi articoli violano la finalità dell’Articolo
6. Le compagnie hanno trovato un modo per aggirare il Codice nel
donare oggetti che mostrino tali immagini accanto a quello della compagnia. Si
tratta di stratagemmi per promuovere l’intera gamma di prodotti per
l’infanzia di quella compagnia. Creano un’associazione tra bambini sani e
felici ed il nome della compagnia, in questo modo tendono a promuovere
l’azienda, e quindi la linea di prodotti per l’infanzia. Altrimenti perché
una compagnia spenderebbe per produrre e distribuire poster e materiali vari?
Un'altra ragione potrebbe essere ottenere la benevolenza degli operatori
sanitari che apprezzano le decorazioni per i reparti. Questi stessi operatori
sanitari sono quelli che consigliano gli alimenti per lattanti, e spesso ne
donano campioni, alle mamme. (o che
sono premiati per distribuire pacchi dono con le cartoline alle mamme)
3.
Poster, tabelle, volantini e libretti didattici od informativi che
trattano di alimentazione infantile. Si
possono trovare poster che mostrano come lavare o nutrire un bambino,
sicuramente si troveranno libretti sull’alimentazione infantile e sulla cura
del neonato. Se, come scritto al punto 2, l’articolo fa riferimento in qualche
modo a prodotti sotto la copertura del
Codice, si tratta di una violazione (Articolo
4.3). Se non si menziona alcun prodotto, rispondere alle due seguenti
domande:
a. L’articolo è stato donato dietro richiesta e con approvazione formale della competente autorità governativa (o, se non c’è tale autorità, del responsabile della struttura)?
b.
L’articolo è conforme all’Articolo
4.2?
(Usare il Formulario 5A.)
Se la risposta a una delle due domande è No, il produttore
o distributore che ha donato l’articolo alla struttura sanitaria ha violato il
Codice.
4.
Omaggi delle compagnie (penne, portapenne, calendari, agende per
appuntamenti, bavaglini, cappelli, giochi, blocchi per appunti e per
prescrizioni, adesivi per l’auto, etc.).
Violano gli Art. 6.2 e 6.3,
che si riferiscano o meno ad un prodotto, se sono distribuiti da un produttore o
distributore di prodotti sotto la
copertura del Codice.
Annotare
le informazioni sul Formulario 3 se l’omaggio è stato dato ad un operatore
sanitario, sul Formulario 1 se è stato dato ad una mamma.
Articolo
6.3:
Le strutture del sistema sanitario non si dovrebbero usare per…la distribuzione di materiali forniti da produttori o distributori, salvo l’art.4.3 (richiesta scritta da parte delle strutture)
5.
Omaggi
di prodotti per il pubblico. Ogni omaggio di prodotti sotto la copertura del Codice dato all’interno di una
struttura sanitaria è una violazione (Art.
5.2). Anche i buoni o offerte varie per ricevere un campione sono
violazioni.
Campioni
di prova di cereali, tisane o succhi (anche se etichettati correttamente per
dopo i 6 mesi di età) non sono permessi all’interno del sistema sanitario.
Riportare
i campioni omaggio di altri prodotti se hanno a che fare con la nutrizione
infantile, o sono donati a donne in attesa o neo-mamme (tipo i “latti per
mamme”), nel Formulario 3, Q.1, alla voce “altro” per farne uso in una
campagna per leggi/codici più restrittivi.
6.
Pacchi dono. Produttori
e distributori non possono dare valigette contenenti articoli vietati dal codice
(Articoli 6.2, 6.3, 5.2.)
alle madri al momento delle dimissioni I pacchi dono di solito contengono
campioni di prodotti, biberon, giochi e/o coupon per ricevere prove omaggio dei
prodotti.
7.
Doni di attrezzature. Le compagnie non possono donare sanitarie
attrezzature alle strutture sanitarie se queste costituiscono dei riferimenti a prodotti
coperti dal Codice (Art 6.8).
Tuttavia una compagnia può donare attrezzature che portino il nome o logo della
compagnia. (NdT attrezzature sono cose necessarie per lo svolgimento
delle attività ospedaliere –incubatrici, bilance etc- non poster, orologi e
simili)
8.
Rappresentanti in servizio professionale, infermieristico etc. Il
personale di marketing delle compagnie, non importa che nomi si diano, non
dovrebbero avere contatti con le neomamme o le loro famiglie (Art.
5.5). Personale come le “infermiere del latte” sono per lo più una cosa
del passato, però sono state di recente riferite nuove tattiche, come il
rappresentante dei “cereali” mandato dalla compagnia. Si tratta di un
impiegato in uniforme, col nome del prodotto evidente sulla borsa o sul
cappello, in visita alla struttura sanitaria per promuovere il prodotto,
raccogliere informazioni dalle neomamme, per poterle contattare in seguito. Se
il rappresentante della compagnia promuove prodotti coperti dal Codice,
registrare l’informazione sul Formulario 3.
D.
PROMOZIONE DIRETTA AGLI OPERATORI SANITARI
1.
Campioni di prodotti (Art. 7.4).
Se si trova che campioni di prodotti coperti dal Codice sono stati dati a un
operatore sanitario, rispondere alle seguenti domande:
a. Il prodotto è stato dato per valutazione
professionale? Chiedere all’operatore se riceva regolarmente campioni dello
stesso prodotto, o più di uno o due contenitori, e quanto spesso. Anche se sul
contenitore è stampato “solo per valutazione professionale” i fatti
mostreranno lo scopo dei donatori.
b.
Il prodotto è stato dato per ricerche a livello istituzionale?
In tal caso, c’è un apposito protocollo di ricerca per il quale
l’operatore ha richiesto i campioni?
Se
le risposte sono NO, c’è una
violazione.
2.
Omaggi (Art. 7.3 & 7.5).
Riportare come violazione:
a.
Ogni regalo personale ad operatori sanitari da parte di produttori o
distributori di prodotti coperti dal
Codice, come contanti, pasti o fiori, a meno che tale omaggio non sia
parte di una borsa di ricerca o di studio, un viaggio d’istruzione o per
partecipare a convegni professionali (che potrebbe comprendere denaro per
viaggio in aereo, l’albergo, i pasti, le pubblicazioni).
Altre cose date agli incontri professionali possono essere considerate
omaggi, specialmente quelle con sopra il nome del prodotto o della compagnia.
Tali omaggi si considerano incentivi,
non importa se piccoli, poiché creano l’attesa di qualcosa in cambio. Fornire
tutti i dettagli su questi doni.
b.
Ogni articolo dato in una struttura sanitaria, inclusi gli studi medici
(salvo pubblicazioni informative o didattiche), che reclamizzi un marchio coperto dal Codice, inclusi gli slogan relativi a prodotti
sotto tale copertura o materiale che mostra nome o logo di una compagnia (Art. 6.2 & 6.3).
3.
Finanziamenti. I
finanziamenti agli operatori sanitari per borse di studio e ricerca, viaggi
d’istruzione o per partecipare a convegni professionali o simili sono permesse
dall’Art. 7.5, solo se ne sia
informato l’istituto di appartenenza dell’operatore sanitario. Annotare
tutte le informazioni su questi finanziamenti.
4.
Convegni e seminari professionali: ogni promozione, come insegne,
poster o piccoli omaggi che facciano riferimento a prodotti
coperti dal Codice durante tali assemblee di operatori sanitari dovrebbero
essere riferite sui Formulari 5A.
5.
Riviste professionali: la pubblicità su riviste per operatori
sanitari non è espressamente vietata, ma tali reclame di
prodotti coperti dal Codice
dovranno soddisfare l’Art. 7.2.
Per analizzare la pu di questi prodotti su riviste professionali,
rispondere alle seguenti domande:
a.
La réclame si limita a
considerazioni scientifiche e pratiche?
b.
Contiene le informazioni specificate nell’ Art 4.2?
Se
almeno una risposta è NO, la pubblicità è una violazione.
6.
Volantini di informazioni sui prodotti, pieghevoli e altre pubblicazioni
per operatori sanitari:
Seguire
gli stessi criteri del precedente paragrafo5
1.
Articolo 9: la maggior parte delle richieste dell’Art 9 sono rivolte solo agli alimenti
per lattanti e non agli altri prodotti sotto la Copertura del Codice
Internazionale. Fare attenzione
prima di dichiarare che una etichetta violi il Codice.
2. Solo l’Articolo 9.1 vale per tutti i prodotti coperti dal Codice.
Articolo 9.1:
Le etichette dovrebbero essere studiate in modo da fornire le istruzioni necessarie per l’uso corretto del prodotto, e in modo da non scoraggiare l’allattamento al seno.
Si
tratta di uno standard soggettivo. Raccogliere
o descrivere le etichette, spiegando perché violino l’Art. 9.1.
3.
Alimenti per lattanti: Usare il Formulario 4A per analizzare le
etichette di ciascuna marca e tipo di alimento per lattanti.
4.
Alimenti di proseguimento: Usare il Formulario 4B per le etichette di
latte di proseguimento per bambini sopra i 6 mesi. Le uniche richieste del
Codice per gli alimenti di proseguimento sono quelli degli Articoli 9.1 e 9.4.* E’
importante annotare quanto segue:
a.
L’etichetta riporta le informazioni necessarie per l’uso (Art. 9.1)?
b.
L’etichetta scoraggia l’allattamento al seno (Art.
9.1)?
c.
Il nome del prodotto è lo stesso o è molto simile a quello
dell’alimento per lattanti della stessa compagnia? Il design
dell’etichetta è uguale o simile ad esso? (Questo dovrebbe essere riportato
come un modo di promuovere l’alimento per lattanti.)
d. Notare l’età per la
quale si consiglia il prodotto. Se è inferiore ai 6 mesi,e si tratti di un tipo
di latte, si può considerare come alimento per lattanti e analizzarlo nel
Formulario 4A.
e.
L’etichetta lo indica per bambini di più di sei mesi? Il Codex
Alimentarius definisce gli alimenti di proseguimento come adatti a bambini di 6
mesi o oltre.
f.
L’etichetta soddisfa i requisiti dell’Art.
9.4?
(*NdT
secondo l’articolo 9.4 tutte le etichette di prodotti alimentari
coperti dal Codice devono attestare gli ingredienti, la composizione/analisi del
prodotto, i requisiti per la conservazione, il numero di lotto e la data di
scadenza in considerazione delle condizioni climatiche e di conservazione dei
diversi paesi)
5.
Altri prodotti alimentari per bambini di
meno di 6 mesi di età: riferire violazioni di etichette di prodotti
quando non è menzionata l’età se l’etichetta
a.
suggerisce l’uso col biberon, o
b.
mostra un bambino più piccolo di 6 mesi.
I
soli requisiti del Codice per questo tipo di prodotti sono quelli degli Articoli
9.1 e 9.4.
Notare
anche se:
a.
L’etichetta ha le informazioni necessarie circa l’uso (Art.
9.1)?
b.
L’etichetta scoraggia l’allattamento al seno (Art.
9.1)?
c.
L’etichetta soddisfa i requisiti dell’Art.
9.4?
Importante:
anche l’etichetta può essere considerata una forma di promozione. Una bella
etichetta su una scatola di cereali con un bambino col biberon ed una frase tipo
"dall’inizio” o “per il tuo bambino” possono essere considerate
violazioni dell’Art. 5 (promozione al pubblico). Fare anche attenzione a etichette o
foglietti allegati che reclamizzino altri prodotti
che rientrano sotto la Copertura del Codice.
6.
Produttori e distributori di prodotti lattei non idonei
all’alimentazione infantile (senza essere modificati) come il latte intero in
polvere violano l’Articolo 9.3 se
commercializzano detti prodotti per l’alimentazione infantile e non mettono
sull’etichetta un’avvertenza che il
prodotto non modificato non può costituire l’unica fonte di nutrimento per un
lattante (cfr. Art. 9.3).
7.
Latte Condensato Zuccherato: la sua etichetta non deve
dichiarare il prodotto idoneo per l’alimentazione infantile o come ingrediente
principale nell’alimento per lattanti, e non deve contenere istruzioni
su come modificare il prodotto per l’alimentazione dei lattanti.
8.
Biberon e tettarelle: solo l’Articolo
9.1 si estende alle etichette di biberon e tettarelle. Raccogliere esempi di
etichette che idealizzino l’alimentazione al biberon per usarli in
campagne per codici e leggi più restrittivi. Spiegare perché si ritiene che
l’etichetta idealizzi l’alimentazione al biberon.