feb
25
2013

Nuovo importante documento di Save the Children: l’allattamento potrebbe salvare 830.000 bambini ogni anno

IBFAN Italia è lieta di dare il benvenuto a un nuovo documento appena pubblicato Save the Children, documento che può essere liberamente scaricato, in inglese, dal sito http://www.savethechildren.org.uk/news-and-comment/news/2013-02/breastfeeding-could-save-830000-lives-year. Nel documento, Save the Children stima che l’allattamento al seno, se promosso e messo in atto come raccomandato, potrebbe salvare la vita di 830.000 bambini sotto i 5 anni ogni anno nel mondo.

“L’allattamento al seno è un imperativo di sanità pubblica”; così recita la Dichiarazione fermata a New Dehli nel dicembre 2012 da oltre 700 delegati di 83 paesi riuniti per la Conferenza Mondiale sull’Allattamento al Seno, conferenza in parte sostenuta da Save the Children. La Dichiarazione così continua: “Non esiste cibo più nutriente, prodotto localmente, abbordabile e sostenibile del latte materno. Il latte artificiale aumenta il rischio non solo di infezioni, ma anche di malattie non trasmissibili come diabete, obesità, malattie cardiovascolari e tumori, che stanno assumendo proporzioni epidemiche. Eppure, due bambini su tre, o 92 su 136 milioni, che nascono ogni anno ricevono latte artificiale o un’alimentazione mista. L’allattamento al seno ha enormi benefici anche per la madre ed è un fattore importante per distanziare le nascite per milioni di donne che non hanno accesso a moderni metodi contraccettivi”.

IBFAN ha collaborato con Save the Children, con le agenzie dell’ONU e con i governi per incoraggiare politiche mirate alla protezione dell’allattamento al seno. Più di 60 paesi hanno attualmente leggi per la messa in atto del Codice Internazionale, nonostante l’opposizione più o meno velata dell’industria dei sostituti del latte materno.

Nel nuovo documento, Save the Children raccomanda che nelle leggi nazionali si introduca una norma che obblighi a usare un terzo dello spazio nelle etichette di questi prodotti per messaggi di allerta sulla loro pericolosità, come si fa in molti paesi per le sigarette. L’esperienza di un paese come le Filippine mostra che è possibile, nonostante la resistenza dell’industria. Dove le leggi sono più deboli, o non sono messe in pratica, come in Italia, l’industria è libera di agire senza essere in conformità con il Codice Internazionale, minando così l’allattamento al seno e la salute di madri e bambini.

Lo fa, per esempio, invitando ad iscriversi ai cosiddetti “baby club”, promuovendo i latti di formula con false affermazioni di salute, sponsorizzando gli operatori sanitari e promuovendo il marchio con i latti di proseguimento e di crescita, prodotti che la maggioranza dei ricercatori considera inutili.

Secondo Save the Children, è necessario che vi sia un monitoraggio indipendente, finanziato con fondi pubblici, sul comportamento di produttori e distributori di sostituti del latte materno in relazione al Codice Internazionale. Secondo Save the Children, IBFAN ha tutte le caratteristiche e le capacità per essere incaricata di condurre questo monitoraggio. Save the Children raccomanda anche che sia migliorata e che sia, soprattutto, fatta rispettare la legislazione che protegge la donna che lavora, compresa quella con contratto precario, in modo che le sia possibile allattare secondo quanto raccomandato dalle politiche nazionali.

Allattare al seno, infatti, secondo Save the Children e secondo IBFAN, è un diritto, oltre che un imperativo di sanità pubblica, e come tale dovrebbe essere protetto.

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