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ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE E PREVENZIONE OBESITA'

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Cosa si intende per "alimentazione complementare"?

Per alimentazione complementare s’intende l'introduzione di alimenti diversi dal latte materno, quando quest'ultimo, da solo, non è più in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del lattante e quindi a partire dai 6 mesi ai 2 anni di vita circa, continuando con l’allattamento al seno. In questa definizione è già esplicitata la funzione che gli alimenti complementari (solidi o liquidi) devono assolvere ovvero “completare” e non “sostituire” il latte materno nel soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali del bambino.

 

Perché “alimentazione complementare” e non “svezzamento”?

I termini, sembra una sciocchezza, sono importanti!

Non ci piace l’uso dei termini “divezzamento/svezzamento” (letteralmente “togliere il vezzo” cioè il vizio) e “divezzo” (colui che ha “perso il vezzo”). L’indicazione è infatti quella di promuovere e non interrompere “il vezzo” all’allattamento al seno e di non concepire gli alimenti complementari come dei sostituti del latte materno.


E nella pratica che cosa cambia?

Cambia l’ottica con cui si affronta questo periodo. Il bambino ha un ruolo attivo ed è giusto assecondarlo ad aiutarlo in questa fase di totale scoperta di sapori e consistenza. Il genitore può:

  • incoraggiare il bambino al consumo del cibo senza, tuttavia, forzarlo o rimproverarlo se non vuole mangiare;

  • assecondare la capacità di autoregolazione che tutti i bambini sono in grado di esprimere, imparando a capire quali sono i segnali di richiesta del cibo o di sazietà;

  • rispondere al mutare delle sue richieste con un’offerta sempre variata senza scoraggiarsi di fronte al rifiuto del cibo;

  • continuare a stimolarne la curiosità ed il gusto attraverso nuove combinazioni di sapori e consistenze;

  • incoraggiare il bambino a toccare il cibo e a consumarlo per conto proprio;

  • cercare di parlare il più possibile con il bambino guardandolo negli occhi, anche quando avrà imparato a mangiare per conto proprio.

Per saperne di più:

Perché è importante prevenire l’obesità fin da bambini?

L’obesità è globalmente riconosciuta come un grave problema e il fenomeno non risparmia i bambini.

Le conseguenze per gli individui e la società sono drammatiche in termini di riduzione della speranza di vita, malattia ed invalidità per condizioni acute e croniche associate all’obesità.

Per i bambini, uno degli interventi raccomandati è di limitare le ore passate in attività sedentarie come guardare la televisione e ridurre l’esposizione al marketing di prodotti non salutari (“junk food” e bibite zuccherate ad esempio).

Altroconsumo, che fa parte di Consumer International, ha stilato un codice per limitare il marketing nei confronti dei bambini di questi prodotti e, sostenuto da IBFAN, ha chiesto al governo italiano di difendere i bambini dal marketing aggressivo e dalla pubblicità di prodotti non salutari.

IBFAN ha partecipato al tavolo di lavoro su questo argomento, indetto dal Ministero della Salute da dicembre 2009 a marzo 2010. Il risultato è tuttavia scoraggiante: un blando documento di autoregolamentazione a tutto vantaggio delle industrie.

Per saperne di più: Junk Food generation, la campagna di Consumer International per fermare il marketing del cibo spazzatura.

 

 

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ULTIMO AGGIORNAMENTO: 06/05/2010

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