apr
7
2020

Plasmon: carità pelosa

Egregio Ministro della Salute, On. Roberto Speranza

AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

AGIA - Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione (SIAN)

Fondazione Banco Alimentare onlus

e p.c. Al Dott. Riccardo Davanzo, Presidente del Tavolo Tecnico-Operativo per l’Allattamento

 

Addì, 7 aprile 2020

 

Plasmon: carità pelosa

 

Ci informa Paidoss, l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, riprendendo un articolo di una testata online,1 che la Kraft Heinz Company, nota in Italia per il marchio Plasmon, “ha scelto di essere ancora una volta vicino alle famiglie italiane più in difficoltà offrendo alimenti di base per l’infanzia destinati ai più piccoli, per un valore complessivo di 700.000 euro”. Il contributo, concretizzato in collaborazione con il Banco Alimentare, permetterà di distribuire oltre 200mila prodotti per l’infanzia Plasmon: omogenizzati di carne e frutta, latte in formula, pouches e biscotti.

 

Prima osservazione. Plasmon e Paidoss ignorano evidentemente le raccomandazioni di OMS e UNICEF: “Nel documento rilasciato il 30 marzo 2020 sul tema dell’alimentazione infantile nel contesto del COVID-19, UNICEF, Global Nutrition Cluster e Global Technical Assistance Mechanism for Nutrition riprendono le indicazioni dell’OMS con un richiamo specifico all’aderenza al Codice Internazionale e alla Guida per la cessazione della promozione inappropriata di cibi per i lattanti e i bambini piccoli. In particolare, richiamano l’attenzione sui rischi delle donazioni di formule sostitutive per lattanti e prodotti per la prima infanzia e rimandano all’applicazione della Guida Operativa per l’alimentazione infantile nelle emergenze. Invitano, inoltre, a fare leva sui social media, web e mass media per fornire informazioni e contrastare pregiudizi e disinformazione. Anche in Italia sono state segnalate iniziative di raccolta e donazioni di formula, in contrasto con quanto attualmente indicato.”2

 

Seconda osservazione. Queste donazioni erano un tempo conosciute come carità pelosa”, falsa e ingannevole perché nasconde dei secondi fini. In primo luogo si fa del whitewashing: si approfitta di una disgrazia, in questo caso la pandemia da coronavirus, per fare un’opera buona e, simultaneamente, far dimenticare tutto ciò che di male si è fatto nel passato, a cominciare dalle sistematiche violazioni del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, con i conseguenti effetti negativi sull’allattamento. In secondo luogo, la disponibilità di questi prodotti inciderà a lungo termine sulle scelte in tema di alimentazione infantile di famiglie già svantaggiate dal punto di vista socio-culturale, oltre che economico, con un impatto a medio-lungo termine che avvantaggerà ulteriormente l’industria produttrice.

 

Terza e ultima osservazione. Se Paidoss diffonde questa notizia,3 vuol dire che la considera positiva. A dimostrazione che alcune organizzazioni pediatriche continuano a pensare che la collaborazione tra industria e sanità possa apportare dei benefici. Nonostante le prove ormai consolidate delle distorsioni che questa collaborazione inducono sulla ricerca, le conoscenze e le pratiche mediche.

 

Sulla base delle osservazioni di cui sopra, invitiamo Plasmon a recedere dal donare 200mila prodotti per l’infanzia alle famiglie italiane più in difficoltà e a consegnare l’equivalente somma di 700mila euro alla Protezione Civile. Invitiamo anche il Banco Alimentare a non cadere nella trappola e a non accettare di essere usato da Plasmon come veicolo di marketing. Se i nostri inviti non dovessero essere accolti, sollecitiamo le competenti autorità a prendere le necessarie misure per impedire a Plasmon, ed eventualmente ad altri produttori e distributori di alimenti per l’infanzia, di procedere con la sua iniziativa di carità pelosa.

 

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