dic
19
2018

Posizione di Ibfan Italia sull’iniziativa del comune di Cagliari

È partito oggi, 21 novembre 2018, il progetto “Cagliari ti coccola”. L’assessore Danilo Fadda: “La nascita di un figlio è un momento straordinario per una famiglia, ma anche per la città”.1

Questo l’occhiello di una notizia pubblicata sul sito internet del Comune di Cagliari. A nostro parere non è un momento straordinario per le famiglie cagliaritane; lo è piuttosto per Chicco-Artsana e per Federfarma, gli sponsor e finanziatori del progetto che ne approfittano per farsi una bella pubblicità. Non per nulla hanno partecipato sorridenti, il responsabile commerciale per la prima e il presidente per la seconda, alla conferenza stampa di presentazione del progetto. L’episodio è occasione, per noi di Ibfan Italia, per fare alcune considerazioni.

Fino a pochi anni fa, la consegna di pacchi dono si faceva in ospedale, con la consegna delle famose “valigette” alle neo mamme. Era un modo per fare pubblicità a diversi prodotti, tra cui a volte sostituti del latte materno, biberon e tettarelle, prodotti cioè coperti dal Codice Internazionale e per i quali la pubblicità dovrebbe essere proibita.2 Questa pratica, per fortuna, sta sparendo, o per lo meno si sta riducendo molto. Questo grazie a una maggiore consapevolezza della necessità di proteggere l’allattamento e ad un’estensione progressiva dell’iniziativa Insieme per l’Allattamento, sostenuta da Unicef Italia.3 Iniziativa che include tra i prodotti da non promuovere anche i succhiotti, presenti invece nel pacco dono di Cagliari, che contiene ancheolio bagno, detergente intimo, detergente corpo, salviette, coppette assorbilatte e crema corpo. Alcuni di questi prodotti sono a marchio Chicco-Artsana, che ne approfitta per consegnare alle neo mamme anche una brochure con pubblicità proibita di biberon, tettarelle e succhiotti.

Per le ditte, perdere il canale pubblicitario quasi gratuito dei punti nascita, che permetteva di entrare in contatto con tutte le neo mamme in un momento in cui sono molto disponibili ad accettare regali e consigli, costituisce una grave perdita. A chi potevano rivolgersi per ottenere lo stesso risultato? Un target interessato sono i comuni, ben disposti a partecipare ad iniziative pubblicitarie che possono avere riflessi positivi anche per i sindaci, che si mostrano generosi con i loro cittadini ed elettori. Ed ecco che in tutte le regioni d’Italia nascono iniziative simili a quella cagliaritana. All’inizio, una decina d’anni fa, in maniera sporadica, poi con frequenza sempre maggiore fino ad avvolgere il paese in una sorta di rete pubblicitaria. Con Federfarma a fare da spalla interessata, visto che distribuendo questi ed altri prodotti nei suoi punti vendita fa in modo di fidelizzare la clientela evitando che vada ad acquistare gli stessi prodotti, a minor prezzo, nei supermercati.

A noi sembra così evidente che iniziative di questo tipo nascono per fini commerciali (e la presenza del responsabile commerciale di Chicco-Artsana alla conferenza stampa di Cagliari ce lo conferma), che non riusciamo a capire perché sindaci e amministrazioni comunali non se ne accorgano. Oppure se ne accorgono, ma pensano di approfittarne per raccogliere consenso e voti. Senza pensare che la commercializzazione e l’uso di questi prodotti non migliora certo le condizioni delle famiglie, soprattutto se disagiate. Biberon, tettarelle e succhiotti ostacolano l’allattamento, una pratica che per lo meno gli assessori alla sanità dovrebbero proteggere, visti i dimostrati benefici per bambini, madri, famiglie, società e servizi sanitari.4 Quanto agli altri prodotti, sono in gran parte inutili e a volte possono essere dannosi, se non per l’individuo che li usa certamente per l’ambiente. Incentivarne l’uso è irrazionale e, per le famiglie più povere costituisce un costo aggiuntivo ai tanti costi che già devono sostenere per allevare figli.

Se vogliono aiutare le famiglie, soprattutto le più disagiate, sindaci, amministratori, governatori e politici potrebbero proporre ben altri doni: opuscoli sull’allattamento indipendenti da interessi commerciali (perché anche Chicco-Artsana, per non parlare dei produttori di sostituti del latte materno, promuove a modo suo l’allattamento, facendosene schermo per poi promuovere i suoi prodotti), opuscoli sull’importanza delle cure prossimali per lo sviluppo precoce del bambino (Nati per Leggere, Nati per la Musica), libri per la lettura precoce al bambino, elenchi delle associazioni di volontariato che offrono servizi per le famiglie (compresi gruppi di mamme alla pari per l’allattamento), oppure, se le finanze lo permettessero (ma sappiamo che non è così in tempi di tagli ai bilanci dei Comuni) una scatola come quella offerta da decenni dal governo finlandese a tutti i nuovi nati.5

A nostro parere, comunque, non è di doni che neo mamme e nuovi nati hanno bisogno; ai regali è meglio che ci pensino parenti ed amici. Le famiglie hanno bisogno di interventi strutturali che facilitino la loro vita quando arrivano e mentre crescono i bambini. Eccone un piccolo elenco, ben consci che sindaci e amministratori ne potrebbero fare uno migliore del nostro e più adatto alle finanze e alla situazione locali:

  • Protezione della maternità che renda possibile l’allattamento esclusivo fino a 6 mesi e continuato, con alimenti complementari sicuri ed appropriati, fino a 2 anni ed oltre a tutte o alla maggioranza delle mamme (di concerto con i datori di lavoro).

  • Possibilità di frequentare asili nido e scuole materne, a costi abbordabili o addirittura gratis, per tutti i bambini di famiglie che lo desiderano.

  • Un regolamento che autorizzi l’alimentazione con latte materno spremuto negli asili nido.

  • Incentivi, o riduzione delle tasse, per le famiglie con più di un figlio, oltre all’attuale sussidio per i nuovi nati.

  • Incentivi per anticipare la nascita del primo figlio (l’attuale età media del primo figlio è molto alta ed è in contrasto con le caratteristiche biologiche della nostra specie).

  • Facilitazioni per l’acquisto della prima casa e per l’uso dei trasporti pubblici.

Il lettore di questo documento potrebbe pensare che ci rivolgiamo solo al sindaco di Cagliari e ai suoi assessori, oppure ai loro equivalenti in altri Comuni. Non è così. In realtà ci rivolgiamo soprattutto alle madri, ai padri e alle famiglie. Vorremmo che ci fosse maggiore consapevolezza critica sul significato commerciale del progetto “Cagliari ti coccola” e di altre iniziative simili. Vorremmo che protestassero, che rifiutassero di ricevere i pacchi dono, che chiedessero in alternativa doni esenti da interessi commerciali o, meglio, misure di tipo strutturale che li/le aiutino a vivere meglio la loro maternità e paternità. Cittadini critici e consapevoli sarebbero un bene per la collettività e stimolerebbero sindaci, amministratori e politici vari a fare meglio.

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