ott
15
2013

Presenza di BPA e altre sostanze chimiche nei biberon: siamo lungi dall’essere tranquilli!

Come forse ricorderete, nonostante la mole di studi che indicano la potenziale pericolosità del Bisfenolo A (BPA), sostanza usata nelle plastiche rigide o all’interno di confezioni tipo lattine che agisce come interferente endocrino anche a dosi minime, l’attuale unico divieto presente nell’Unione Europea riguardo all’uso di questa sostanza è entrato in vigore nel 2011 e prevede che il BPA non possa essere più usato per fabbricare biberon in policarbonato.

Bene, ad un anno di distanza da tale divieto, il Joint Research Center della Comunità Europea pubblica uno studio per verificare la presenza di sostanze chimiche nei biberon BpA-free e il loro passaggio nei liquidi caldi con cui vengono riempiti.

(Identification and quantification of the migration of chemicals from plastic baby bottles used as substitutes for polycarbonate. Simoneau C, Van den Eede L, Valzacchi S.- European Commission, Joint Research Centre, Institute for Health and Consumer Protection, Unit Chemical Assessment and Testing, Ispra VA, Italy. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22257226 )

Questo studio ha preso in esame 277 diversi tipi di biberon, in materiali vari (fra cui policarbonato, poliammide, polietersulfone, polipropilene, silicone) venduti nei paesi europei, in Svizzera, Canada e Stati Uniti. I risultati indicano la presenza di BPA in un biberon di poliammide (di cui però non viene resa nota la marca) e la migrazione di sostanze indesiderate, e di fatto proibite, da parecchi biberon. Spesso si trattava di sostanze contenute negli inchiostri usati per le etichette e i foglietti illustrativi. I biberon in silicone sarebbero da evitare perchè contengono ftalati, sostanze anche queste che possono passare, e di fatto lo fanno, nel contenuto.

Il BPA e gli ftalati agiscono come interferenti endocrini anche a basso dosaggio, cioè mimano gli ormoni femminili andando a perturbare l’equilibrio endocrino in fasi critiche della vita umana, come per esempio la primissima infanzia e ancora di più la vita fetale. Per questo motivo, anche le donne in gravidanza sarebbero secodo molti studiosi da proteggere da queste sostanze chimiche che però ad oggi sono presenti in moltissimi oggetti di uso quotidiano, fra cui appunto le plastiche rigide, il rivestimento interno di molto scatolame, e gli scontrini.

Le patologie collegate all’ingestione di interferenti endocrini in generale e BPA in particolare si possono manifestare anche dopo molti anni e vanno da disturbi della sfera riproduttiva (infertilità maschile, endometriosi, tumori al seno e alla prostata, pubertà precoce), apparato neurologico (disturbi del comportamento), sistema immunitario. Per questo motivo, alcuni paesi hanno bandito il BPA da tutti i contenitori di cibi e bevande per bambini sotto i tre anni di età, ma ad oggi soltanto la Francia si è pronunciata in modo più netto, mettendo completamente al bando il BPA da tutti i materiali che vengono a contatto con cibi e bevande, a partire dal 1° gennaio 2015.

Tuttavia, articoli come questo ci indicano che non sempre i sostituti del BPA sono sicuri, e per questo c’è chi chiede che non solo venga messo totalmente al bando il BPA, ma che le ditte siano obbligate a dichiarare sui contenitori di cibo e bevande le sostanze chimiche contenute, come sta facendo il Breast Cancer Fund statunitense (vedi http://www.breastcancerfund.org/assets/pdfs/publications/disrupted-development-the-dangers-of-prenatal-bpa-exposure.pdf

Tornando al biberon, è evidente che ad oggi non esistono garanzie sulla totale innocuità delle plastiche BPA free.

Per chi proprio non ne può fare a meno (tenendo conto che la maggior parte dei bambini può bere dal bicchierino o dalla tazzina già a sei mesi) probabilmente il vetro rimane l’alternativa più sicura.

Vedi anche:

http://difesalattematerno.wordpress.com/2012/11/07/decalogo-sugli-interferenti-endocrini/

http://www.ibfanitalia.org/wp-content/uploads/2013/06/IBFAN2013StatementChemResidues_it.pdf

in inglese:

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