nov
6
2019

Residui di olio minerale in formule per l’infanzia

L’organizzazione non-profit Food Watch, che coordina campagne europee sulla sicurezza del cibo, ha appena pubblicato i risultati di test di laboratorio realizzati su campioni di formula in polvere per l’infanzia di diverse marche commercializzate in Olanda (Neolac, Hero, Nutrilon), Francia (Nestlé, Danone) e Germania (Nestlé, Novalac). Tutti i campioni analizzati, elencati sul sito di Food Watch, contengono residui di olio minerale, sospettati di causare tumori, mutazioni genetiche e alterazioni ormonali. Non è chiara l’origine di questi residui chimici, di cui non dovrebbe esservi traccia in questi ed altri alimenti per l’infanzia. L’ipotesi più probabile è che siano presenti sulla superficie dei metalli usati per confezionare la formula in polvere, come conseguenza della lavorazione industriale di questi metalli. Dopo il confezionamento del prodotto, parte dell’olio minerale migrerebbe dal metallo alla formula. Non ci sono dati per l’Italia, ma dato che i processi industriali sono simili, è più che probabile che anche alcune formule per l’infanzia vendute in Italia contengano gli stessi residui chimici. Il Ministero della Salute, che sovrintende alla sicurezza degli alimenti, dovrebbe immediatamente porre in atto delle verifiche.

Secondo Food Watch, il problema è noto agli organi competenti fin dal 2015, ma nulla è mai stato fatto per prevenirlo con appositi regolamenti. Ragione per cui Food Watch ha lanciato una petizione nei tre paesi interessati, indirizzandola ai produttori e chiedendo loro di ritirare dal commercio i prodotti incriminati e di informare i consumatori. La petizione chiede anche di non mettere più in commercio formule in polvere per le quali non sia possibile certificare l’assenza di residui di olio minerale. Ma è evidente che l’intento è anche quello di far pressione sui governi e sulla Commissione Europea perché intervengano rapidamente con regolamenti o direttive che impongano la totale assenza di olio minerale negli alimenti per l’infanzia. Inutile dire che secondo Nestlé e Danone il problema non esiste: “I prodotti possono essere consumati in tutta sicurezza”. Vero, se si tratta di conseguenze acute e immediate, ma molto discutibile per i possibili danni a lungo termine.

 

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