UNICEF
e OMS hanno redatto un codice che bandisce queste tecniche di marketing...
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Il Codice Internazionale |  |
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"Inappropriate pratiche nutritive portano alla malnutrizione
infantile, alla malattia e alla mortalità in tutti i paesi, e pratiche
improprie nel marketing di sostituti del latte materno possono contribuire
a questi gravi problemi di salute pubblica."
(Preambolo del Codice)
Il Codice Internazionale fu adottato dalla World Health Assembly (Assemblea
Mondiale della Sanità) il 21 maggio 1981. Rappresenta per tutti i governi un
modello di minima regolamentazione che dovrebbe essere adottato per proteggere
la salute infantile impedendo un marketing inappropriato di sostituti del latte
materno. Vieta la pubblicizzazione del latte artificiale e di qualsiasi altro
sostituto del latte materno. Ulteriori risoluzioni
OMS (1986, 2001, 2002) dichiarano che non ci devono essere rifornimenti di latte per i bambini
negli ospedali (la piccola quantità di latte necessario deve essere comprata), ed è raccomandato
l'allattamento al seno esclusivo per 6 mesi. Il codice si applica ai sostituti del latte materno,
incluso il latte in polvere iniziale, quello di proseguimento, altri derivati del latte e prodotti
per lo svezzamento (cibi e bevande) quando presentati come una parziale o totale sostituzione
del latte materno, biberon e tettarelle (articolo 2).
Etichette adeguate
- Le etichette devono portare le informazioni necessarie sull'uso appropriato
del prodotto, e non devono dissuadere dalla pratica dello allattamento al
seno.I produttori di latte in polvere iniziale devono far sì che ogni
confezione abbia un messaggio
ben evidente in un linguaggio chiaro e appropriato,che includa i seguenti punti:
- le parole "Notizia Importante" o le-
loro equivalenti;
- una dichiarazione sulla superiorità
dell'allattamento al seno;
- una dichiarazione che il prodotto debba essere usato soltanto con il
consenso di un medico;
- istruzioni per la preparazione adeguata, e un avvertimento sui rischi per la
salute in caso di preparazione inadeguata.
Né la confezione né l'etichetta devono avere disegni di neonati o altri disegni
o testi che possano idealizzare l'uso del latte in polvere iniziale.
Non devono essere usati i termini "umanizzato", "maternizzato" o simili.
Cibi pubblicizzati per l'alimentazione dei
neonati,che non rispondano ai requisiti
di latte in polvere iniziale,ma che possono essere modificati in tal senso,
devono portare un avvertimento sull 'etichetta (articoli 9.1, 9.2, 9.3).
Nessuna promozione al pubblico
- Non ci deve essere pubblicità o altra forma
di promozione al pubblico di prodotti a cui
si applica il Codice. Non ci deve essere alcuna pubblicità nel punto-vendita,
distribuzione di campioni o ogni altro mezzo
promozionale per attirare direttamente il consumatore,come speciali mostre,
tagliandi di sconto, premi, vendite speciali.
- Il personale addetto al marketing non deve cercare nessun contatto diretto
o indiretto con le madri di neonati e bambini piccoli (articolo 5).
- Nessun dono alle madri o al personale medico. Produttori e distributori
non devono elargire alle madri nessun dono di articoli o utensili che possa
promuovere l'uso di sostituti del latte materno o di allattamento tramite
biberon.
- Nessun incentivo finanziario o materiale,
per promuovere prodotti che rientrano negli scopi del Codice, deve essere
offerto al personale medico o a membri delle famiglie (articoli 5.4, 7.3).
Una chiara informazione
Materiali informativi e istruttivi riguardanti la nutrizione di neonati,
rivolti a personale medico professionale,donne incinte o madri, devono
includere chiara informazione sui seguenti punti:
- i benefici e la superiorità dell'allattamento al seno;
- la nutrizione materna e la preparazione
e il mantenimento dell'allattamento al
seno;
- l'effetto negativo sull'allattamento al
seno di introdurre un parziale allattamento al biberon;
- la difficoltà di cambiare la decisione di
non allattare al seno;
- qualora necessario, il corretto uso del
latte in polvere iniziale.
Quando questi materiali contengono informazioni sull'uso del latte in polvere,
essi devono includere:
- le implicazioni sociali e finanziarie del
suo uso;
- i rischi per la salute per via di un uso
inutile o improprio del latte in polvere
iniziale e altri sostituti del latte materno.
Questi materiali non devono usare figure o testi che possano idealizzare l'uso
di sostituti del latte materno (articoli 4.2, 7.2).
Nessuna promozione nelle strutture sanitarie
- Le strutture sanitarie non devono essere usate per promuovere latte
in polvere iniziale o altri sostituti del latte materno.
Esse inoltre non devono essere usate per
mostrare prodotti o manifesti pubbl icitari
e posters su questi ultimi,o per la distri-
buzione di materiale che porta il marchio
di prodotti trattati dal Codice (articoli 6.2,
6.3, 4.3).
Nessuna promozione al personale medico
- L'informazione fornita al personale medico da produttori e distributori,
riguardante prodotti trattati dal Codice, deve essere limitata a fatti
scientifici e provati, e non deve implicare o creare l'opinione che
l'allattamento mediante biberon sia equivalente o superiore all'allattamento al
seno.
- Campioni di tali prodotti, l'equipaggiamento e gli utensili per la loro
preparazione o uso,non devono essere forniti al
personale medico eccetto quando necessario per valutazione o ricerca
professionale a livello istituzionale (articoli 7.2, 7.4).
Nessun campione o rifornimento gratis
Campioni di prodotti a cui si applica il Codice non devono essere dati a donne
incinte, madri di neonati e bambini piccoli, o membri delle loro famiglie.
Non devono essere dati rifornimenti gratis o
sottocosto di sostituti del latte materno a
reparti maternità o ospedali. Rifornimenti
gratis o sottocosto possono essere dati ad
altre istituzioni sociali solo per il benessere
di neonati che devono essere nutriti con sostituti del latte materno,e devono
continuare per tutto il tempo in cui i suddetti
neonati ne hanno bisogno.Essi non devono
essere usati come incentivo alle vendite (articoli 5.2,7.4,6.6,6.7, Risoluzione
OMS 39.28).
Nessuna promozione di cibi complementari prima che ce ne sia il bisogno
- È importante per i neonati ricevere cibi
complementari adeguati,di solito quando
raggiungono i 6 mesi di vita.Ogni cibo o
bevanda dato prima che i cibi complementari siano nutrizionalmente necessari,
può interferire con l'inizio o il proseguimento dell'allattamento al seno e
quindi non ne deve essere promosso l'uso durante questo periodo.
- Bisogna inoltre fare ogni sforzo perché
vengano usati i cibi disponibili localmente.(Preambolo del Codice; Risoluzione
WHA 39.28).
Le compagnie devono attenersi al Codice Internazionale
- Indipendentemente da ogni altra misura
presa per rendere operante il Codice, produttori e distributori di prodotti a
cui si applica il Codice devono considerarsi responsabil i per la sorveglianza
delle loro pratiche di marketing, secondo i principi e
gli scopi del Codice, e prendere provvedimenti per assicurare che la loro
condotta ad ogni livello sia conforme ad esso (articolo 11.3).
Applicazione del Codice
Dieci anni dopo la stesura del Codice, nell'agosto 1990, i rappresentanti dei
governi di trenta paesi,partecipanti ad un incontro promosso da OMS e UNICEF a
Firenze,hanno formulato la "Dichiarazione degli Innocenti". "A tutte le
donne - afferma la Dichiarazione - deve essere data la possibilità di
allattare esclusivamente al seno... E, per ottenere questo risultato,
tutti i governi devono entro il 1995 aver preso provvedimenti per rendere
effettivi tutti gli articoli del Codice Internazionale e la risoluzione
speciale dell'OMS del 1986".
Nel 1991 l 'UNICEF e l 'OMS hanno lanciato anche l'Iniziativa per gli Ospedali
Amici del Bambini, che mira a incoraggiare l'allattamento al seno negli
ospedali di tutto il mondo. Sono stati più di 19.000 gli ospedali (in Italia solo 9: Bassano del Grappa, Soave, Merano, Ospedali
Riuniti di Valdichiana Montepulciano, Casa di Cura La Madonnina di Bari, Bressanone, Vipiteno,
Pordenone e la Casa di Cura Santa Famiglia di Roma) ad aver ottenuto il riconoscimento di
"amico dei bambini". In molte zone dove gli ospedali sono stati riconosciuti amici dei bambini
è aumentato il numero delle donne che allattano al seno ed è migliorato lo stato di salute dell'infanzia.
Nonostante l'esplicita richiesta dell'UNICEF, le ditte produttrici si sono
rifiutate di collaborare, continuando i loro rifornimenti, come è stato
dimostrato in Italia dalla sentenza dell'Antitrust.
Le compagnie sanno infatti che, prima che tutti i governi legiferino e si
adoperino a far rispettare il Codice, ci vorranno anni, durante i quali
continueranno le vendite, così come le morti dei bambini dei paesi poveri.
In diversi paesi Nestlé è stata addirittura capace di far sollevare molte
eccezioni e cavilli per non includere nella legislazione latti speciali, latti
per il proseguimento, ospedali privati, ecc. Tali cavilli ritardano la
promulgazione delle leggi nazionali derivanti dal Codice e mascherano i
rifornimenti gratuiti come casi speciali.