Notizie ottobre 2005-gennaio 2006

ATTENZIONE! IL CONTO CORRENTE POSTALE INTESTATO A ROBERTA FUCILLI NON È PIÙ ATTIVO. PER ADESTIONI, ACQUISTO MAGLIETTE, DOSSIER ECC., VI PREGHIAMO DI UTILIZZARE IL ccp 63880553 intestato a IBFAN Italia, via Treggiaia 11, 50020 Romola (FI)

BERNA – ottobre 2005 La ONG svizzera MULTIWATCH, costituita da associazioni politiche, sindacali e religiose, istituisce una commissione, organizzata come un tribunale con tanto di giurati sui recenti episodi di assassini di sindacalisti. Sono presenti all’udienza – tra gli altri – rappresentanti del SINALTRAINAL (sindacato lavoratori colombiani del settore agro-alimentare) nonché una delegazione del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP), organismo internazionale nato nel 1979, da sempre impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori. I lavori del tribunale si sono concentrati in particolar modo su diritti umani, riconoscimento del sindacato, vicenda della vendita di latte artificiale scaduto - rimesso sul mercato con etichette false – e inquinamento e impoverimento delle falde acquifere dei fiumi Guatapurì e Bugalagrande. All’udienza pubblica sono stati ascoltati testimoni del SINALTRAINAL e sono state presentate centinaia di pagine di documentazione sui casi denunciati. Al termine dei lavori, la condanna alla politica sociale ed ambientale della Nestlé è stata unanime. Superfluo ricordare che la nostra, invitata a partecipare, ha rifiutato. (BMA – Update 37 – per approfondire consultare il sito di Multiwatch in tedesco, francese e spagnolo)

INGHILTERRA – ottobre/novembre 2005.…e mentre la Nestlé è al centro delle attenzioni della Multiwatch, in Inghilterra la Fairtrade Foundation – che fa parte di FLO (Fairtrade Labelling Organization), il coordinamento internazionale dei marchi di garanzia del commercio equo – rilascia alla multinazionale il marchio FAIRTRADE al caffè PARTNERS’ BLEND, attestando che il prodotto viene lavorato – in Etiopia e Salvador – nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente. Ovviamente la notizia scatena reazioni a catena, perlopiù negative. Lettera di protesta arrivano all’organizzazione britannica da tutto il mondo (la risposta è la stessa: la Fairtrade si è “limitata” ad accertare la presenza dei requisiti etici solo su quel prodotto escludendo un’analisi più ampia nel comportamento generale della Nestlé); Baby Milk Action ha denunciato la Nestlé al Garante Inglese per pubblicità ingannevole. E in Italia? Stando alle reazioni di Fairtrade Trasfair Italia, dell’Assobotteghe e dell’Agices (assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale), che hanno dichiarato che non concederanno il marchio Fairtrade alla Nestlé né venderanno il suo caffè, qui da noi il caffè “equo solidale” made in Nestlé non dovrebbe metterci piede… (Notizia tratta da BMA Update n° 37 e Nigrizia – segnalazioni di Adriano Cattaneo e Vincenzo Puggioni - per approfondire: Fairtrade Labelling Organizations International (FLO); Baby Milk Action; Ass. Botteghe del Mondo per il Commercio Equo e Solidale)

Roma – 12 ottobre 2005 LA SCOPERTA DELL’AMERICA! Dalla sentenza dell’Antitrust:
“Tutto ciò premesso e considerato;
DELIBERA

  1. che le società Heinz Italia S.r.l., Plada S.r.l., Nestlé Italiana S.p.A., Nutricia S.p.A., Milupa S.p.A., Humana Italia S.p.A., Milte Italia S.p.A. hanno realizzato un'intesa che ha avuto ad oggetto ed effetto una significativa e consistente alterazione della concorrenza, consistente in un coordinamento delle loro politiche commerciali, e determinando il mantenimento di prezzi assai più elevati rispetto agli altri mercati europei, in violazione dell'articolo 81 del Trattato UE;
  2. che le imprese si astengano in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi a quelli oggetto dell'infrazione accertata;
  3. che, in ragione della gravità e durata dell'infrazione di cui al punto a), alle società Heinz Italia S.r.l., Plada S.r.l., Nestlé Italiana S.p.A., Nutricia S.p.A., Milupa S.p.A., Humana Italia S.p.A., Milte Italia S.p.A., vengano applicate le sanzioni amministrative pecuniarie nella misura indicata nella seguente tabella:
    Heinz Italia S.r.l. € 279.000
    Plada S.r.l. € 3.022.000
    Nestlé Italiana S.p.A. € 3.300.000
    Nutricia S.p.A. € 629.000
    Milupa S.p.A. € 938.000
    Humana Italia S.p.A. € 1.377.000
    Milte Italia S.p.A. € 198.000
    ".
Chiuse virgolette. Inutile dire che il procedimento ha rivelato ancora una volta, come nella precedente sentenza del 2001, che le imprese in questione continuano a violare allegramente il Codice Internazionale.

Roma – dicembre 2005/gennaio 2006 Interrogazioni al parlamento (on. Mantovano) e al senato (on. Martone) nelle quali si chiede l’intervento del governo italiano presso le autorità di Colombia e Filippine affinché si faccia luce sugli ennesimi, ultimi casi di assassinio di sindacalisti Coca Cola e Nestlé. Solo in Colombia, negli ultimi 10 anni sono stati assassinati 2000 sindacalisti, tra i quali due dozzine di Coca Cola e Nestlé. Diversi di questi omicidi sono stati commessi durante trattative e vertenze sindacali tra lavoratori e imprese. (segnalazione di Vincenzo Puggioni – per approfondire visitare il sito di SINALTRAINAL)

TUORO SUL TRASIMENO (PG) – agosto 2005 Delibera del Consiglio Comunale in materia di allattamento, codice OMS e patrocini di imprese coinvolte nelle violazioni dello stesso. Mozioni e ordini del giorno simili approvati anche a Sarteano (SI) il 30/11/05 e a Spoleto (PG) il 01/02/06. (segnalazione di Vincenzo Puggioni)

L’approfondimento – Il caso ITX Tutto ha inizio nel giugno 2005 quando, a seguito di una direttiva europea l’ARPAM (Agenzia Regionale Ambientale delle Marche) comincia ad effettuare una serie di analisi di routine a campione su alimenti per bambini. Durante le analisi effettuate sul latte liquido viene rilevata la presenza di una sostanza chimica, l’ISOPROPYL THIOXANTHONE (ITX), usata per la grafica dei contenitori in tetrapak. L’ITX è stato trovato sia nella pellicola esterna del cartone che nel latte. A questo punto però, apriamo una parentesi per spiegare brevemente cos’è l’ITX e come ha contaminato gli alimenti. Il tetrapak, prodotto in Olanda, una volta stampato all’esterno con immagini e scritte, è stato arrotolato per essere trasportato in stabilimento. In questa fase l’inchiostro è migrato per contatto e ha inquinato il contenitore ed il contenuto. Gli unici studi finora fatti sulla presunta tossicità dell’ITX risalgono al 1995 e provengono dal dipartimento della difesa americano. L’ITX in polvere può essere irritante per occhi, pelle e apparato respiratorio (in caso di contatto si deve risciacquare con acqua, in caso di ingestione bisogna bere acqua e ricorrere al medico). La sostanza viene definita comunque “moderatamente tossica” e “non cancerogena”. Per sapere se mette a rischio la salute bisognerà attendere marzo/aprile 2006, quando arriverà il risultato dei test condotti dall’autorità europea per la sicurezza alimentare. Ma torniamo alla vicenda Italia. L’ARPAM comunica alla Regione Marche i risultati delle analisi il 30 agosto 2005. A sua volta, il 2 settembre, la Regione Marche segnala al Ministero della Salute la presenza di ITX nel latte. L’8 settembre scatta l’allarme europeo – in Spagna i latti incriminati vengono ritirati dal commercio – ma non quello italiano: infatti il ministero aspetta il 28 ottobre per convocare, in data 4 novembre, una riunione con l’Istituto Superiore della Sanità ed i rappresentanti di AIIPA (Ass. Italiana Industriali Prodotti Alimentari), Federalimentare, Assografici, Assocarta e Federchimica. Parallelamente però si è mosso anche il Corpo Forestale, incaricato dal Procuratore di Ascoli Piceno di analizzare prima e di sequestrare poi due milioni di latte Mio e di Nidina 2 (siamo ai primi di novembre). Successivamente lo stesso procuratore capo di AP firma un secondo procedimento di sequestro per un totale di 30 milioni di litri di latte liquido (Mio, Mio Cereali e Nidina 2 con scadenza settembre 2006 e di Nidina 1 con scadenza maggio 2006). Per quanto riguarda il prodotto Aptamil della Milupa, in esso sono state rilevate tracce di ITX in misura esigua, tali da non richiedere alcun intervento di sequestro. La Nestlé, in via precauzionale, annuncia il ritiro delle partite inquinate (in parte peraltro già soggette a sequestro giudiziario): e siamo arrivati al 16 novembre. Al momento attuale, la contaminazione da ITX si è allargata a succhi di frutta, latte a lunga conservazione e a prodotti a base di latte, sotto la (quasi) totale assenza di informazioni dei mezzi TV, stampa e radio…. Inoltre la Procura di Ascoli ha iscritto nell’elenco degli indagati la Nestlé e la Milupa per truffa alimentare. All’interno dell’intricata vicenda si inserisce la polemica tra il ministro della salute Storace e Peter Brabeck, CEO della Nestlé, il quale, in piena “sindrome da ITX” dichiara che a luglio era stato raggiunto un accordo tra Nestlé, UE e Ministero della Salute per lasciare scadere i prodotti incriminati e modificare il sistema di produzione degli imballaggi. Storace rispedisce l’accusa al mittente minacciando querele, Brabeck ritira in parte… e la procura di Ascoli ora sta indagando anche sull’ipotesi di un accordo. Ora, a conclusione di questo molto poco edificante raccontino, ci sono almeno un paio di “cosette” che abbiamo notato. La prima è l’incredibile lasso di tempo intercorso tra la comunicazione del risultato delle analisi dell’ARPAM – fine luglio – e la diffusione della notizia da parte dei mezzi di informazione: quasi quattro mesi, durante i quali persone ignare hanno acquistato e consumato i prodotti incriminati. L’altra è la solita, pessima abitudine della Nestlé di rifiutare qualsiasi tipo di contraddittorio, rifiutandosi di partecipare a pubblici dibattiti (vedi “Mi manda Rai 3”), limitandosi ai soliti stringati comunicati, tra l’altro, nello specifico caso, assolutamente non veritieri e riportati dai mezzi di informazioni in maniera parziale. Tra l’altro, Nestlé e TetraPak hanno dovuto mandare una lettera di scuse all’autorità europea per la sicurezza alimentare per aver diffuso un comunicato stampa con l’affermazione che l’autorità stessa aveva dichiarato non pericoloso l’ITX, dichiarazione mai fatta dall’autorità. Ci chiediamo: perché mai, una volta appurato che i risultati della analisi che stabiliranno una volta per tutte la presunta tossicità dell’ITX (e in che misura) sarano resi noti SOLO a marzo/aprile, abbiamo continuato a sentire dichiarare, in tutto questo tempo, Nestlé, Milupa, Telegiornali e Ministero della salute che “Pare/sembra che l’ITX non provochi problemi alla salute”??? (per la stesura di questo articolo, abbiamo “saccheggiato” a piene mani nel giornale “Il Manifesto” del 23.11.2005; negli articoli che il settimanale “Il Salvagente” ha dedicato (e continua a dedicare) all’ITX - numeri del 24.11/1.12.05, 1/8.12.05, 8/15.12.05; nel comunicato di Altroconsumo e nella pagina WEB della trasmissione “Mi manda Rai 3”).

Olimpiadi Invernali di Torino Avrete notato che il percorso della fiaccola olimpica è stato spesso disturbato da gruppi di persone che protestavano contro la sponsorizzazione dell’evento da parte della Coca Cola (ma si può parlare solo di sponsorizzazione? In effetti il viaggio attraverso l’Italia della fiaccola è stato totalmente organizzato dalla regina delle bollicine). Avrete anche notato che tutti o quasi i nostri governanti e politici si sono risentiti per queste proteste, arrivando ad accusare di sovversione i cittadini che partecipavano alle proteste. Non gli è mai passato per la mente, tuttavia, di accusare di sovversione anche i dirigenti della Coca Cola, che in molti paesi non rispettano i diritti dei lavoratori e che non si preoccupano troppo del fatto che qualche sindacalista sparisca o sia assassinato. Approfittiamo di questa occasione per manifestare la nostra solidarietà a quei cittadini che hanno partecipato alla protesta. Se lo sponsor fosse stato la Nestlé ci saremmo stati anche noi tra loro (e probabilmente alcuni di noi c’erano, visto che anche la Nestlé ha lo stesso atteggiamento della Coca Cola nei confronti dei suoi lavoratori in molti paesi).

Gubbio – ottobre 2005 Nell’ambito della manifestazione “Altrocioccolato” si tiene l’incontro “Un altro latte è possibile”. Partecipano il nostro portavoce Adriano Cattaneo, la giornalista Miriam Giovananza e Monica di Sisto dell’ACIGES (commercio equo e solidale). Sono state presentate le più recenti violazioni del codice internazionale, si è discussa la multa di quasi 10 milioni di euro che l’Antitrust aveva appena comminato alle più importanti compagnie per aver mantenuto un cartello mirante a tenere alti i prezzi del latte artificiale (vedi sopra), si è parlato del primo caffè equo e solidale targato Nestlè e certificato in Gran Bretagna proprio in quei giorni e di cosa fare a proposito di tutto ciò.
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