Referendum abrogativi 8 – 9 giugno 2025: quinto quesito, i motivi socio sanitari del sì A cura di GrIS Piemonte, unità territoriale della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Il quinto referendum abrogativo propone di dimezzare da 10 a 5 anni i tempi di residenza legale in Italia necessari per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana, lasciando invariati gli altri requisiti richiesti: avere residenza legale e continuativa, essere incensurati penalmente, disporre di un reddito che consenta di mantenere se stessi ed eventualmente la propria famiglia sul quale si pagano tasse e contributi, conoscere la lingua italiana.
La norma riguarda circa 2 milioni e 500mila cittadine e cittadini di origine straniera che nel nostro Paese nascono, crescono, abitano, studiano e lavorano: spesso devono attendere parecchio tempo prima di poter regolarizzare la propria posizione e presentare la richiesta di cittadinanza dopodiché possono trascorrere fino a tre anni perché la pubblica amministrazione risponda.
Tale attesa ha implicazioni socio sanitarie: per approfondire il dibattito è utile fare riferimento al concetto di determinanti di salute (condizioni di vita e di lavoro, coesione sociale, fattori psicosociali, condizione socio-economica la quale influisce anche sui comportamenti individuali come il fumo, l’alcol, l’alimentazione, l’attività fisica, l’adesione a programmi di prevenzione, ecc.) e causare stress psico emotivo il quale può agire sui comportamenti individuali come il fumo, l’alcol, l’alimentazione, l’attività fisica, l’adesione a programmi di prevenzione.
Inoltre, la mancata cittadinanza comporta diverse limitazioni, tra le auali:
* mancato accesso ai diritti civili e politici: senza cittadinanza, una persona non può votare, partecipare pienamente alla vita politica e sociale, accedere a lavori nel settore pubblico;
* ostacoli alla mobilità e alla stabilità lavorativa: le persone senza cittadinanza italiana incontrano difficoltà nell’ottenere contratti di lavoro stabili, condizioni lavorative adeguate, opportunità di carriera in alcuni settori:
* difficoltà nell’accesso alla casa: numerose segnalazioni indicano che le persone senza cittadinanza affrontano problemi nell’affittare un’abitazione, con possibili ripercussioni sulla loro residenza legale e continua:
* impossibilità di muoversi liberamente all’interno dei paesi dell’Unione Europea e ricevere
* nei medesimi assistenza sanitaria, accesso all’istruzione e altri servizi sociali.
Alla luce delle difficoltà e della complessità illustrate e ricordando che la salute rappresenta uno dei diritti fondamentali di ciascuno, la riduzione temporale per l’ottenimento della cittadinanza può concretamente influire sul benessere delle persone straniere.
Sta a noi, con l’adesione al voto del referendum abrogativo del 8 e 9 giugno 2025, dare la possibilità a queste persone, di raggiungere questo importante obiettivo.
– scrivere a gris.piemonte@simmweb.it
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