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botulismo

A metà dicembre avevamo parlato del ritiro di alcuni lotti di formula in polvere in seguito al ricovero per  botulismo di 51 lattanti negli Stati Uniti (link al nostro sito).
Il 2026, dopo circa un mese dal ritiro di lotti di Nidina Optipro 1, si apre con il ritiro di formula di proseguimento della Granarolo e con il ritiro precauzionale e volontario, da parte di Nestlè, di lotti di formula e altri prodotti, sia in polvere che liquidi per una potenziale contaminazione microbiologica da  presenza di cereulide, tossina prodotta dal microrganismo Bacillus cereus ( approfondimenti ai seguenti link:  1 ; 2 ; 3 ; 4)
Il richiamo di prodotti, sempre volontario e precauzionale, è stato esteso dalla Nestlé anche alla formula per neonati allergici al latte vaccino e/o con allergie alimentari multiple Alfamino prodotto in uno stabilimento svizzero ( leggi la notizia qui).

L’associazione per l’Alimentazione Infantile di Ginevra GIFA, componente della rete IBFAN ha pubblicato un articolo in cui descrive come negli ultimi anni, le contaminazioni delle formule abbiano attirato sempre maggior interesse a livello internazionale, sollevando preoccupazioni tra genitori, pediatri e autorità sanitarie. Viene ribadito come la formula in polvere per neonati non sia sterile e possa contenere batteri pericolosi come Salmonella o Cronobacter sakazakii. Anche piccole quantità di questi microrganismi possono moltiplicarsi rapidamente una volta che la polvere viene mescolata con l’acqua a meno di 70°, aumentando il rischio per i bambini più vulnerabili.

Oltre ai pericoli microbiologici, le formule possono essere contaminate da metalli pesanti come arsenico, piombo, cadmio e mercurio, nonché da sostanze chimiche come il bisfenolo A o altri interferenti endocrini. Anche l’acqua utilizzata per la preparazione delle formule lattee può contribuire all’esposizione complessiva proprio in un’età in cui i bambini sono particolarmente suscettibili a questi contaminanti, poiché il loro sistema immunitario è immaturo e non ricevono le difese naturali che il latte materno offre.

L’allerta crescente dimostra come la sicurezza alimentare per neonati resti una priorità assoluta, e mette in evidenza la necessità di un’informazione chiara e di azioni preventive, sia per i produttori che per le famiglie. I numerosi richiami di lotti di formula, inclusi marchi noti e considerati sicuri, hanno evidenziato la vulnerabilità dei prodotti e l’importanza di una regolamentazione più stringente. Per questa ragione GIFA e IBFAN richiedono etichette più trasparenti, che avvertano chiaramente che le formule in polvere non sono sterili e possono essere contaminate, che vanno ricostituite correttamente (per approfondimenti leggi qui ) e che sia rafforzata la sorveglianza dei casi di infezione causati dai batteri presenti nei lotti richiamati.

Naturalmente questo susseguirsi di ritiri in seguito a contaminazione ha sollevato preoccupazioni tra le famiglie e le autorità sanitarie, riportando l’attenzione sui rischi legati alla sicurezza delle formule stesse.

Sui forum dedicati alla genitorialità, nei gruppi sui social media e nelle sezioni commenti, molti genitori esprimono paura, rabbia e confusione. Alcuni raccontano che i propri bambini hanno manifestato sintomi come vomito, crampi addominali, irritabilità o rifiuto delle formule lattee dopo l’assunzione dei lotti interessati dal richiamo. Tuttavia, le autorità sanitarie e la stessa Nestlé ribadiscono che, al momento, non risultano casi di malattia confermati ufficialmente collegati ai prodotti richiamati.

L’ansia è alimentata anche dalle informazioni diffuse dalla Food Standards Agency, che ha spiegato come la tossina cereulide — al centro del richiamo — possa provocare nausea, vomito e dolori addominali. Per questo motivo, molti genitori dichiarano di monitorare con particolare attenzione qualsiasi cambiamento nel comportamento o nella salute dei propri figli e, in alcuni casi, di aver contattato il medico o i servizi sanitari di emergenza per un consulto. Un altro elemento ricorrente nelle discussioni online è la perdita di fiducia nei confronti del produttore. Numerosi genitori si dicono increduli che un problema di contaminazione, riconducibile a un ingrediente fornito da un fornitore esterno, possa aver interessato un prodotto destinato ai neonati. Alcuni affermano di voler cambiare marca in modo definitivo. Non mancano, infine, le preoccupazioni legate alla necessità di cambiare improvvisamente formula, con il timore di ripercussioni sulla digestione dei bambini o difficoltà nel reperire formule alternative. Le autorità sanitarie hanno ribadito che tutte le formule di tipo 1 sono nutrizionalmente equivalenti. Nonostante il clima di allarme, alcuni genitori riconoscono l’importanza della rapidità del richiamo e delle indicazioni chiare di “non somministrare” diffuse dalle autorità competenti, sottolineando che l’intervento tempestivo potrebbe aver evitato conseguenze più gravi.

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