ott
5
2011

Anche gli esperti della Germania d’accordo sul fatto che i latti di crescita sono prodotti inutili

Vi offriamo la traduzione di un articolo apparso la scorsa estate, che esprime la valutazione dei latti di crescita per uso nei bambini da 1 a 3 anni da parte del BfR, un ente governativo tedesco che all’interno del Ministero dell’Alimentazione e Agricoltura si occupa di dare pareri su questioni inerenti gli alimenti.
IBFAN Italia non crede, come gli esperti del BfR, che il miglior latte per i bambini da 1 a 3 anni sia quello vaccino scremato, bensì noi riteniamo che sia il latte della propria madre, e che, se ll bambino deve consumare latte vaccino, allora il migliore è quello più vicino possibile allo stato naturale, ovvero il latte vaccino intero.
Riteniamo utile pubblicare questo articolo perché ci pare significativo il fatto che ad oggi, a sostenere la necessità e l’opportunità di ricorrere ai latti di crescita, sono soltanto le industrie che li vendono, mentre NESSUN organo scientifico li ritiene prodotti utili, mentre già diversi si sono espressi sul fatto che anzi potrebbero essere dannosi .
Segnaliamo anche questo articolo sullo stesso argomento pubblicato tempo fa dalla rivista Altroconsumo: “Latti di crescita, inutili e costosi”

dal sito www.bfr.bund.de

16-8-2011

I latti di crescita non sono migliori del latte di mucca.

BfR verifica i nutrienti comparativamente.

“Adatto ai fabbisogni nutrizionali della prima infanzia” affermazioni come questa si trovano frequentemente riportate sulle confezioni dei latti artificiali definiti “latti di crescita”. Le dichiarazioni si riferiscono al contenuto in proteine, grassi, vitamine e minerali. Esse affermano che un contenuto proteico minore rispetto al latte vaccino prevenga in seguito l’obesità, e che l’aggiunta di vitamine e minerali contribuisca ad uno sviluppo ottimale dell’intelligenza.

Secondo l’Istituto federale per la valutazione dei rischi tedesco (BfR) il latte di crescita non offre tuttavia alcun vantaggio rispetto al latte vaccino parzialmente scremato, che è raccomandato dagli scienziati della nutrizione infantile. “Da un punto di vista nutrizionale e fisiologico questi speciali latti di crescita non sono necessari- afferma il presidente del BfR professor Andreas Hensel. L’aggiunta di vitamine e minerali in quei prodotti ha piuttosto la conseguenza di un aumento incontrollato dell’apporto di alcuni nutrienti, mentre altre vitamine e minerali sono presenti in minori quantità rispetto al latte vaccino. Oltretutto, non è ancora sufficientemente comprovato in termini scientifici che un ridotto apporto proteico nella prima infanzia riduca il rischio di obesità e soprappeso nella seconda e terza infanzia. Il contenuto lipidico del latte di crescita è piu’ o meno comparabile a quello del latte intero e perciò piu’ alto rispetto a quello del latte parzialmente scremato.

I derivati del latte denominati “latti di crescita” non sono adatti ai fabbisogni nutrizionali dei bambini da 1 a 3 anni. Di conseguenza, essi non ottemperano alle richieste della Ordinance on dietary foods (Diet Ordinance). Per i bambini della prima infanzia è raccomandata l’assunzione di latte vaccino parzialmente scremato.

Il contenuto in vitamine e minerali dei latti di crescita è in parte significativamente differente da quello del latte vaccino. Da un punto di vista nutrizionale e fisiologico i caratteristici micronutrienti del latte vaccino, come calcio e vitamina B2 dovrebbero in via di principio essere contenuti in quantità paragonabile nei latti di crescita, onde evitare un carente apporto di questi micronutrienti. Al contrario, i latti di crescita forniscono altri micronutrienti, come ferro e zinco, in maggiore quantità rispetto al latte vaccino; secondo il BfR questo provoca un’assunzione incontrollata di questi nutrienti e comporta il rischio di un sovraccarico di nutrienti.

In una dieta equilibrata per bambini da 1 a tre anni il latte di crescita è superfluo. Anche se alcuni gruppi di bambini non ricevono un apporto ottimale di alcuni micronutrienti, ciò non può essere rimediato sostituendo il latte di crescita al latte vaccino, perché è discutibile che tali prodotti siano davvero consumati da coloro i quali trarrebbero beneficio da un apporto addizionale di nutrienti.

E’ incerto se il ridotto contenuto proteico del latte di crescita rispetto a quello vaccino determini davvero nei bambini un minor consumo proteico giornaliero. Al presente comunque non è sufficientemente provato scientificamente che un ridotto apporto di proteine nella prima infanzia riduca il rischio di soprappeso e obesità nelle età successive.

Il contenuto in grasso dei latti di crescita è piu’ o meno comparabile a quello del latte intero. Gli scienziati della nutrizione raccomandano comunque per i bambini piccoli il latte parzialmente scremato.

I produttori dei latti di crescita spesso accennano al consumo di grandi quantità nelle confezioni dei loro prodotti. In base a quanto raccomandano di assumere, i bambini potrebbero consumare attraverso il solo latte notevoli quantità di macronutrienti e micronutrienti. Nel contesto complessivo della dieta ciò favorirebbe a lungo termine un sovraccarico di tutti i nutrienti. Dal punto di vista della nutrizione della fisiologia e della salute ciò è problematico.

L’Istituto Federale per la Valutazione dei Rischi (BfR) è una istituzione scientifica entro il portfolio del Ministero degli Alimenti, dell’Agricoltura e della Protezione dei COnsumatori (BMELV). Offre consulenze al Governo Federale e ai Lander su questioni di alimenti, sostanze chimiche e sicurezza dei prodotti. Il BfR attua attività di ricerca su tematiche collegate alla sua attività di valutazione.

L’articolo originale si può leggere qui:

http://www.bfr.bund.de/en/press_information/2011/29/toddler_milk_drinks_are_not_better_than_cow_milk-126749.html

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