Riportiamo l’articolo di Salute Internazionale dedicato a una importante inchiesta di Lighthouse Reports sulle Big food globali, dal Messico all’Italia,
I giganti dell’economia globalizzata sono responsabili dell’aumento di patologie evitabili – le cosiddette epidemie del neoliberismo.
Quattro settori industriali – tabacco, cibo ultraprocessato, alcol ed energie fossili – determinano un terzo di tutti i decessi nel mondo con le devastazioni che producono su ambiente ed ecosistemi, le disuguaglianze sanitarie che inducono sfigurando la salute a merce inavvicinabile, la commercializzazione di prodotti direttamente collegati a malattie croniche. 19 milioni di morti secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – 2,7 milioni solo in Europa.
In questo campo minato si addentra l’inchiesta del network di giornalismo investigativo Lighthouse Reports, che prende di petto le aziende globali del cibo. L’inchiesta di Lighthouse Reports informa che Big Food ha perso l’82% delle cause intentate nei sei paesi presi in esame, una circostanza che però non può indurre all’ottimismo. Malgrado la crescente consapevolezza della comunità scientifica e le indicazioni delle Nazioni Unite, la potenza economica e finanziaria delle multinazionali del cibo non dà scampo. Otto aziende – Nestlé, Coca-Cola, Pepsi-Co, Unilever, Danone, Mars e Ferrero – controllano il 42% del comparto finanziario di settore, qualcosa come 1500 miliardi di dollari. Una concentrazione simile, forte di capitali giganteschi, rimane ancora indisturbata nella sua azione contro gli interessi della salute mondiale. Una questione di potere.
Leggi l’articolo completo al link di seguito:
https://www.saluteinternazionale.info/2026/09/i-tentacoli-di-big-food/







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