Segnaliamo l’interessante articolo de Il fatto alimentare che espone i risultati di una ricerca che analizza come gli alimenti ultra-processati (UPF) siano progettati industrialmente seguendo le stesse strategie ingegneristiche storicamente utilizzate dall’industria del tabacco. Gli autori evidenziano che questi prodotti non sono semplici cibi, ma veri e propri sistemi di somministrazione di sostanze dopaminergiche, ottimizzati per massimizzare la velocità di assorbimento e la gratificazione biologica. Attraverso l’uso di additivi sensoriali, manipolazione delle dosi e marketing aggressivo, le aziende creano un consumo compulsivo che bypassa i naturali segnali di sazietà.
Il testo sostiene che gli UPF dovrebbero essere classificati come sostanze che creano dipendenza, spostando la responsabilità dal singolo individuo alla regolamentazione del settore. Infine, viene proposto di adottare misure di salute pubblica simili a quelle usate contro le sigarette, come tasse specifiche e restrizioni pubblicitarie, per contrastare l’epidemia globale di malattie prevenibili.
Ibfan Italia odv si batte da sempre per un’alimentazione non solo sana ma anche corretta in quanto libera dai condizionamenti del mercato, a partire dai primissimi giorni di vita.
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