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Posizione di Ibfan Italia in merito all’articolo uscito il giorno 12 marzo 2019 su La Stampa

Ci spiace constatare che ci stanno pervenendo numerose segnalazioni che fanno seguito ad un articolo così impreciso che ci costringe a prender posizione anziché semplicemente lasciar correre.

La causa scatenante è un articolo apparso il 12 marzo 2019 sull’inserto “Tutta salute” della Stampa a firma di Valentina Arcovio dal titolo “Arriva un figlio”, se ne va il sonno nel quale intervista il dottor Alberto Villani, presidente SIP (Società Italiana di Pediatria) il quale illustra “Le regole per gestire i ritmi di un neonato”.

Il pediatra consiglia di far dormire il bambino da solo (malgrado sia uscita una recente pubblicazione Unicef sul sonno condiviso per aiutare gli operatori sanitari a trovare con i genitori soluzioni pratiche a questo problema complesso1), propone il metodo crudele e senza fondamento di lasciar strillare il bambino (più strilla forte, meno è probabile che stia male) e reputa dannose le poppate notturne dato che – a suo dire- l’intestino va messo a riposo (non ricorda che è rivestito da muscolatura liscia e si muove anche durante il sonno altrimenti avremmo un blocco intestinale ogni notte).

Però una cosa ha ragione: il seno non è un ciuccio, infatti è parte del corpo della madre e mentre viene allattato il bambino è avvolto un in abbraccio.
Cosa che probabilmente lui non conosce, tanto più se ritiene che si debba dormire soli in modo che gli altri non debbano esser costretti a sopportare il nostro alito e condividere le nostre lenzuola.

Ci dispiace davvero tanto che si sia persa l’ennesima occasione di far corretta informazione, per ribadire che ogni bambino ha il suo ritmo di sonno e veglia, che fa parte della sua natura e che anche se all’inizio è stancante, in realtà è solo una fase che passa.
E passa tanto meglio quanto più il bambino è accudito ed accettato, non abbandonato e rassicurato a distanza.

Ricordiamo poi la posizione del Ministero della Salute in merito all’allattamento materno che è chiara e puntuale sul tema. 2

Ricordiamo il codice deontologico cui aderite approvato: CODICE ETICO DI GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA APPROVATO DAL CDA DEL 27.07.2016 al paragrafo: Collettività. Le Società del Gruppo sono consapevoli degli effetti della propria attività sullo sviluppo economico e sociale e sul benessere generale della collettività e pongono attenzione, nel proprio operato, a contemperarne gli interessi. ….Omissis….”

2http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_303_allegato.pdf

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