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Report dal Congresso OMS sul Codice Internazionale di Adriano Cattaneo e Sofia Quintero Romero

Congresso OMS sul Codice Internazionale

Si è svolto dal 20-22 Giugno 2023 a Ginevra il Congresso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul Codice Internazionale. 

I nostri Ibfaners Adriano Cattaneo e Sofia Quintero Romero vi hanno partecipato e ci hanno fornito un importante report, che pubblichiamo integralmente di seguito.

“Il congresso ha visto la partecipazione di circa 500 persone da oltre 80 paesi di tutti i continenti. Coordinato da Grainne Moloney (UNICEF) e da Laurence Grummer-Strawn (OMS), è stato aperto dal direttore generale dell’OMS Tedros Ghebreyesus, dalla direttrice esecutiva dell’UNICEF Karin Hulshof (video messaggio), e da Tlaleng Mofokeng, inviata speciale dell’ONU per i diritti umani, ed è stato chiuso dalla vice direttrice generale dell’OMS Ailan Li. A conferma della rilevanza dell’evento, a molte sessioni ha partecipato il direttore del dipartimento di nutrizione dell’OMS Francesco Branca e in sala erano presenti numerosi vice-ministri della salute, parlamentari e alti dirigenti di molti governi di paesi a reddito medio e basso. Assenti invece i rappresentanti ufficiali dei paesi ad alto reddito. Per l’Unione Europea (UE) erano presenti solo il vice-ministro della salute della repubblica Ceca e alcuni dirigenti di livello medio basso dei ministeri della salute di Belgio, Grecia, Polonia e Slovenia; assente l’Italia.

Erano invece presenti in massa ricercatori, accademici, operatori sanitari di tutti i tipi e rappresentanti della società civile di tutto il mondo. IBFAN era rappresentata da una cinquantina circa di persone da tutto il mondo. Molti dei partecipanti dai paesi più poveri sono stati finanziati dalle sedi nazionali di organizzazioni delle Nazioni Unite, UNICEF in primis. L’unico Ibfaner tra gli oratori è stato Arun Gupta, di IBFAN India (BPNI), che ha parlato del monitoraggio delle violazioni del Codice fatto da volontari a livello di comunità. Tre Ibfaner sono state selezionate come facilitatrici dei gruppi di lavoro. Marina Rea, di IBFAN Brasile, ha avuto modo di farsi notare, all’interno della delegazione brasiliana che è stata spesso portata ad esempio per quanto riguarda rigorosità della legislazione nazionale, del monitoraggio e delle sanzioni in caso di violazioni del Codice. Da notare tra le Ibfaners la presenza di Leah Margulies (78 anni, USA), una delle poche persone che possono vantarsi di aver partecipato alle riunioni di Ginevra che hanno dato inizio allo sviluppo del Codice tra il 1979 e il 1981. Il video di IBFAN celebrativo dei 40 anni del Codice (https://youtu.be/T8baEBFra-0) è stato proiettato il terzo giorno del congresso ed è stato applaudito a lungo.

 

 

 

 

 

 

La standing ovation per Leah Margulies; Adriano e Leah; Arun Gupta sul palco degli oratori. 

Il programma del congresso (allegato qui Code_Congress_detailed_agenda) ha affrontato molti temi e presentato molte esperienze negli spazi dedicati ai 6 temi previsti: Costruire volontà politica, Identificare e gestire le interferenze dell’industria, Implementare il Codice nelle leggi, Rafforzare il coordinamento e i meccanismi di governo nelle leggi nazionali, Monitorare e far rispettare le leggi sul Codice, e Agire. Tutte le presentazioni saranno a breve disponibili per i partecipanti al Congresso. A nostro parere le più interessanti sono state quelle di:

  • Cecilia Tomori dell’Università Johns Hopkins di Baltimore (USA), che ha presentato gli articoli della serie del Lancet sull’allattamento e che ha detto con forza che il marketing non dovrebbe essere permesso
  • Clare Patton dell’Università di Leeds (UK), un esperta in diritti umani che ci ha fatto capire che il Codice, pur avendo lo stato di raccomandazione, può essere considerato un obbligo per i governi sulla base di alcune interpretazioni di esperti dell’ONU sui diritti umani (vedere Principle 11, https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/publications/guidingprinciplesbusinesshr_en.pdf).
  • Sonia Hernandez Cordero dell’Università di Città del Messico che ha coordinato una tavola rotonda di quattro mamme che hanno riportato la loro esperienza di pubblicità contraria al Codice.
  • Katie Pereira Kotze di First Step Nutrition Trust (UK), che ha illustrato le strategie di marketing dell’industria e le controstrategie che dovrebbero essere messe in atto da governi e società civile.
  • Nina Chad dell’OMS, che ha analizzato le strategie di marketing digitale.
  • Marion Nestle della City University di New York (USA), che ha mostrato come le strategie di marketing dell’industria di prodotti coperti dal Codice siano simili e spesso uguali a quelle dell’industria di altri alimenti e bevande, a loro volta ispirate a quelle pionieristiche dell’industria del tabacco.
  • Phil Baker dell’Università di Melbourne (Australia), che è entrato nei dettagli delle strategie dell’industria, presentando raccomandazioni su possibili contromisure.
  • David Clark e Kathy Shats degli uffici legali dell’UNICEF, che hanno fatto il punto su alcuni possibili dubbi di interpretazione del Codice.
  • Elizabeth Zehner di Hellen Keller Internazional (una ONG USA), che ha illustrato tutti gli strumenti disponibili per il monitoraggio dell’applicazione del Codice.
  • Paul Zambrano di Alive & Thrive (altra ONG USA), che ha presentato l’esperienza nell’uso degli strumenti di cui sopra in alcuni paesi del Sudest Asiatico.

Frammiste alle presentazioni di cui sopra, e per mostrare e discutere esperienze pratiche, sono intervenuti rappresentanti di alcuni paesi:

  • Timor Leste sugli ostacoli e i fattori che facilitano lo sviluppo di una legislazione nazionale.
  • Sudafrica su come usare prove scientifiche e partecipazione popolare per emanare e rivedere la legislazione.
  • Sierra Leone su come l’industria interferisce con il processo legislative.
  • Brasile (già citato) su come emanare una legge solida e rivederla se necessario in base ai risultati di un ben programmato monitoraggio.
  • Zimbabwe sui problemi finanziari relativi a emanare e mettere in atto una legge.
  • Gabon sulle resistenze degli operatori sanitari, pediatri e neonatologi in primis.
  • Somalia su come superare il maschilismo di governo e parlamento.
  • Nepal su come rivedere una legge che sembra non far migliorare i tassi di allattamento.
  • Filippine sugli ostacoli rappresentati da governi stranieri alleati con l’industria.
  • Laos e Vietnam su come creare e mettere in atto un monitoraggio online che sfrutta anche l’intelligenza artificiale per setacciare internet, un sistema che è stato migliorato al punto da essere ora testato in una decina di paesi, anche ad alto reddito (CATCH, illustrato da Constance Ching, Malesia).

Tutto quanto è stato descritto finora è successo in plenaria. Ma circa un terzo del tempo, quasi 8 ore, è stato dedicato a lavori di gruppo. I gruppi erano regionali (Asia, Africa, Americhe, etc) e linguistici. Noi siamo stati inseriti nel gruppo europeo, che comprendeva anche Israele e i paesi dell’Asia Centrale. I partecipanti da paesi dell’UE erano obbligati a ripetere tutti le stesse cose: debolezza del regolamento UE, punteggio basso nei documenti OMS/UNICEF/IBFAN sullo stato del Codice (32/100), scarsa o nulla volontà politica di fare meglio, enorme influenza dell’industria, monitoraggio assente, poche o nessuna misura per far rispettare la legge. Il lavoro di gruppo, però, ha permesso di creare una rete UE, in parte già esistente, che si propone di far pressione perché le cose migliorino. Tra le idee e le proposte discusse:

  • Approfittare delle elezioni UE di maggio 2024 per prendere contatto con partiti e candidati allo scopo di inserire un allineamento dei regolamenti UE al Codice nei programmi elettorali.
  • Follow up post-elezioni per chiedere a partiti ed eletti di mantenere le promesse.
  • Azioni sui governi che prendono la presidenza UE a rotazione perché inseriscano l’allineamento dei regolamenti al Codice nei temi da discutere nei summit dei ministri della salute (su suggerimento del vice-ministro della salute della Repubblica Ceca).
  • Inserimento della protezione dell’allattamento nei più ampi temi su prevenzione dell’obesità, controllo degli alimenti ultra-processati e lotta al cambiamento climatico.
  • Inserimento della protezione dell’allattamento in possibili misure per la protezione dei bambini (fino a 3, 5, 12 o 18 anni) dal marketing di qualsiasi tipo.
  • Estensione e rafforzamento delle coalizioni nazionali per la protezione dell’allattamento e formazione di una coalizione UE.

Si può iniziare subito a preparare il terreno sfruttando l’attuale posizione favorevole dell’Irlanda. Nonostante sia il quarto esportatore UE di formula, l’attuale governo di coalizione include il partito verde e la ministra della salute, dello stesso partito verde, è una mamma e sta allattando. La coalizione irlandese che comprende IBFAN è già entrata in contatto con la ministra e ha presentato alcune proposte sia sul piano interno che per la UE. La risposta è stata positiva e si cercherà di dar seguito agli impegni con azioni concrete.

Poco prima della chiusura del congresso da parte della vice-direttrice generale dell’OMS, è stato chiesto a un campione di rappresentanti di paesi, una ventina, di dire in 30 secondi quale sarebbe stata la prima azione una volta tornati in patria. Nessun paese UE, purtroppo.

Tra una sessione e l’altra, Laurence Grummer-Strawn ha trovato il tempo per leggere ai partecipanti un messaggio appena arrivato dall’International Life Sciences Institute (ILSI), un organismo che si dichiara indipendente, ma che è stato fondato e continua a essere finanziato dall’industria di alimenti e bevande, comprese tutte le principali ditte di formula. Nel messaggio, ILSI lamentava di non essere stato invitato e di non aver potuto quindi inviare suoi rappresentanti al congresso, ai cui lavori avrebbero potuto contribuire. A dimostrazione, secondo ILSI, che OMS e UNICEF sono di parte!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un folto gruppo di Ibfaners da tutto il mondo con borse di cotone inneggianti alla lotta contro il mostro.

Segreteria IBFAN

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